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Ricambi moto aftermarket: cos’è il progetto A.D.I.R.A. BIKE

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ADIRA, l’Associazione Italiana dei Distributori Indipendenti di Ricambi per Autoveicoli, ha dato il via, lo scorso aprile, al progetto “ADIRA Bike”, dedicato al mercato aftermarket dei ricambi per moto. Come si legge sul portale ufficiale dell’associazione, è stato sviluppato “per gli operatori dell’aftermarket indipendente MOTO, insieme ad alcune aziende leaders del settore”.

Gli obiettivi del progetto

Il progetto ADIRA Bike nasce con uno scopo ben preciso, ossia approntare un “position paper” di settore, attraverso il quale presentare specifiche proposte legislative. Queste ultime rientrano in uno scenario più ampio, come si legge sul sito dell’ADIRA, ossia il rinnovo del MVBER (Motor Vehicle Block Exemption Regulation). A ciò si aggiunge un altro obiettivo, ovvero aprire un dialogo diretto con le istituzioni nazionali, incentrato su due temi fondamentali: la tutela degli operatori dell’aftermarket indipendente (rispetto alle reti di distribuzione ufficiali) e adottare una normativa analoga a quella già in vigore per il settore automobilistico (il già citato MVBER).

Anche per questo, sottolinea l’ADIRA, “nell’aftermarket MOTO sono ancora presenti forti squilibri a favore delle case e delle reti ufficiali che escludono di fatto gli operatori indipendenti”. Questo stato di cose costringe i clienti a rivolgersi in maniera esclusiva agli autoriparatori ufficiali, durante il periodo coperto dalla garanzia, poiché non riconoscono i ricambi aftermarket come “equivalenti” e, di conseguenza, riducono le dimensioni del mercato di settore.

In occasione della presentazione del progetto, Piergiorgio Beccari (legale e presidente ad interim di ADIRA) ha dichiarato: “Questa iniziativa ci fa tornare un po’ indietro agli inizi di ADIRA, le condizioni di mercato e la situazione sono simili ma c’è comunque molto entusiasmo e tanta voglia di fare. Grazie alla posizione di completa indipendenza, ADIRA rappresenta il contesto migliore per affrontare le tematiche legate ad un progetto del genere”.

Partenza e nuove adesioni

Dalla data di lancio, il progetto ADIRA Bike ha già raccolto alcune nuove adesioni e promette di crescere sempre più. Il 6 settembre c’è stato un meeting online, al quale hanno preso parte tutte le aziende coinvolte; l’evento è stata l’occasione per mettere a punto le linee guida e i tempi di azione per definire concretamente il programma di ADIRA Bike, prevedibilmente entro la fine dell’anno. La documentazione dovrebbe poi essere presentata agli interlocutori di settore all’inizio del 2022.

A margine del primo meeting dei protagonisti di ADIRA Bike, Beccari non ha nascosto la propria soddisfazione: “Siamo felici di aver iniziato questo percorso, con professionisti del settore a disposizione di tutti gli operatori. Ci auguriamo che a questo nucleo di aziende se ne aggiungano altre per allargare la base del progetto, così che risulti ancora più incisivo di fronte alle istituzioni”.

L’evoluzione del settore aftermarket moto

La nascita del progetto ADIRA Bike testimonia come il settore dei componenti aftermarket per moto sia particolarmente vivace ed ampio, grazie alla presenza di tanti operatori specializzati. Molti di questi, operano attraverso strategia di vendita multicanale, che integrano il retail (i negozi fisici) con gli shop online, affidandosi anche ad e-commerce di ricambi moto specializzati come Omniaracing.

Sempre più utenti, infatti, si rivolgono all’online per cercare pezzi di ricambio con le relative informazioni tecniche e, molto spesso, preferiscono acquistare da un e-commerce anziché andare in negozio. Questa tendenza si è già imposta in maniera evidente nel settore auto, come dimostrano i dati riportati dallo studio “Aftermarket ed e-commerce. Gli acquisti online di automobilisti e ricambisti”, condotto da Anfia-Aftermarket in collaborazione con Gipa. Nel prossimo futuro non è quindi da escludere che un trend analogo caratterizzi anche il comparto della componentistica aftermarket per moto, dando nuova forma ad un settore che necessita sicuramente di nuovo regole per colmare lo squilibrio tra i rivenditori ufficiali e quelli indipendenti.

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