Quantcast

Piccoli Comuni “a rischio estinzione”: all’abbazia di Vezzolano convegno regionale Segretari comunali del Piemonte

Domani, venerdì 8 ottobre, presso l’abbazia di Vezzolano si terrà il convegno annuale dell’Unione dei Segretari comunali e provinciali del Piemonte. Sarà l’occasione per fare il punto sulla figura e sul ruolo dei Segretari comunali, punto di riferimento dei Comuni e soprattutto dei piccoli comuni, di cui in maggioranza si compone il panorama amministrativo dei comuni dell’Astigiano.

In Piemonte mancano oltre settecento segretari comunali, indispensabili per il funzionamento dei comuni; Segretari che dovrebbero assistere giuridicamente sindaci, assessori e consiglieri dei nostri comuni, coordinando le strutture amministrative comunali. Il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, le restrizioni finanziarie e i vincoli di bilancio non hanno consentito allo Stato in questi anni di svolgere i concorsi necessari per l’assunzione di queste fondamentali professionalità.

Ma la preoccupazione maggiore è lo scenario complessivo dei comuni e soprattutto dei comuni piccoli e medi, proprio nell’imminenza dell’emissione delle misure del Recovery Fund e del collegato Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza, che dovrebbero sostenere i nuovi investimenti territoriali di cui necessita il Paese. I comuni piccoli e medi sono allo stremo: sopravvivono essenzialmente, spesso solo grazie alla buona volontà, alla responsabilità e alla gestione di fatto dei tanti amministratori locali eletti.

Non solo mancano in questi comuni, qualificazioni professionali idonee come i Segretari comunali, ad affrontare il nuovo scenario delle pubbliche amministrazioni locali sempre meno preparate e predisposte a far fronte a norme e metodologie complesse e intricate, collegate a leggi, regolamenti, e procedure che via via in questi ultimi vent’anni lo Stato, l’Unione Europea e la Regione hanno emanato; mancano tecnici, contabili, specialisti di settore, che possano supportare la gestione innovativa e moderna del sistema delle autonomie locali, a discapito dei servizi in favore dei cittadini e delle imprese, che ne avrebbero enormemente bisogno.

I pochi dipendenti comunali rimasti hanno un’età media superiore a cinquant’anni, e nella maggior parte dei casi non corrispondono più alle esigenze rinnovate della gestione degli enti locali sia in termini strumentali che in termini funzionali. Stanno infatti aumentando i comuni Piemontesi in carenza di personale, gestiti da società specializzate esterne. Molti sono divenuti i servizi esternalizzati per la formazione dei bilanci, per la contabilità, per la progettazione di opere pubbliche, addirittura per i servizi tecnici o tecnico manutentivi o per la guida di scuolabus.

E’ impensabile continuare a reggere l’urto delle normative e delle opportunità per l’uso dei fondi europei come il PNRR: in materia di sostenibilità ambientale, di digitalizzazione, di rinnovamento e ammodernamento della pubblica amministrazione in queste condizioni, sempre affannati di fronte alla Banca dati denominata BDAP, e sempre più attenzionati dalla Corte dei Conti, dall’ANAC, dai Ministeri, e dai tanti organismi di controllo e di verifica, che evidentemente non si rendono conto delle scarse e inadeguate infrastrutture gestionali dei tantissimi minuscoli comuni piemontesi.

Sarebbe un ennesimo fallimento per il nostro territorio a favore delle città e delle aree metropolitane ben più attrezzate ed organizzate non poter accedere a queste nuove misure di sostegno che l’Europa ha voluto, e che rappresentano l’ultima opportunità data al sistema delle autonomie locali ancorchè di minori dimensioni. Lo sviluppo, o meglio, la sostenibilità del territorio è terribilmente collegata con un’adeguata e moderna struttura organizzativa e funzionale ad oggi del tutto depauperata e superata.

Le Province che potevano essere un sostegno importante soprattutto per i comuni più piccoli e bisognosi sono state quasi totalmente distrutte dalla cosiddetta Legge Del Rio, senza riuscire finora a dispiegare le sue naturali e peculiari prerogative di enti di area vasta a supporto delle strategie territoriali. Lo stesso è stato per le Comunità Montane e per le Unioni di Comuni, del tutto vanificate e trasformate in enti intercomunali complessi e moltiplicatori di atti e di funzioni.

Per questo non è più possibile restare inermi davanti ad una complessiva e lentissima decadenza delle organizzazioni locali che non dispongono più di una ordinata e puntuale recettività delle politiche di rigenerazione del Paese, per la sua ristrutturazione di fronte alla sempre più necessaria internazionalizzazione della P.A., fondamentale per le nuove generazioni a venire.

Di questo parleranno i Segretari comunali nella medioevale Vezzolano, auspicando che lo Stato si renda conto di questa situazione, evitando che questi importanti fondi finanziari provenienti dall’Unione Europea non siano posti in utilizzo anche ai comuni sotto i 5.000 abitanti, e siano spesi bene soprattutto per le cosiddette aree interne che sono le “costole” del Paese Italia e del nostro Piemonte. Il ritardo con cui stiamo arrivando stremati e disorganizzati potrebbe esser fatale per il nostro territorio.