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L’astigiano Leonardo Scaglione riceverà il premio Alfieri del Lavoro dal presidente Sergio Mattarella

Leonardo ha 19 anni e tra le sue passioni ci sono lo sport, la lettura e i viaggi (“Mi piace molto scoprire nuovi posti, lo faccio tutte le volte che non c’è di mezzo una pandemia mondiale” dice scherzosamente), in tasca un diploma del Liceo linguistico e in programma una pergamena di laurea in Giurisprudenza alla Bocconi, corso che ha iniziato da un paio di mesi.

Fin qui può sembrare il consueto ritratto di un adolescente dei nostri giorni, ma dietro questa apparente normalità si cela uno dei ragazzi più preparati e studiosi d’Italia, più precisamente uno dei migliori 25 di tutta la Penisola. Leonardo Scaglione è originario di Canelli e fin dalle medie si è contraddistinto per i suoi risultati scolastici: prima il 10 e lode all’esame di terza media, poi il 100 cum laude alla maturità linguistica conseguita all’Istituto Nostra Signora delle Grazie di Nizza. Oltre allo studio, tanto tempo dedicato al volontariato e alle associazioni: Leonardo è uno dei barellieri dell’OFTAL a Lourdes, è donatore di sangue all’Avis e per tre anni ha fatto parte della Consulta studentesca di Asti, di cui ha ricoperto anche il ruolo di presidente.

Come ti descriveresti con tre aggettivi?
Sono curioso, paziente e aperto: credo nel confronto con gli altri come strumento che permette di superare le divergenze e di appianare le difficoltà.

Veniamo al riconoscimento che avrai l’onore di ricevere la prossima settimana: ci puoi dire qualcosa in più?
Sono uno dei 25 vincitori del premio Alfieri del Lavoro, riconoscimento che è stato istituito nel 1961 dalla Presidenza della Repubblica e dalla Federazione italiana Cavalieri del Lavoro e dedicato ai ragazzi che si sono distinti per il loro rendimento scolastico, mantenendo una media alta e ottenendo il massimo dei voti finali. Da domenica a martedì sarò ospite a Roma della Federazione; avrò la possibilità di vivere un’esperienza che mi permetterà di avvicinarmi ai luoghi simbolo delle istituzioni italiane e che culminerà nel conferimento del riconoscimento. Sarà il presidente Mattarella in persona a consegnarlo, insieme al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. L’evento avrà luogo martedì prossimo alle 11 e sarà trasmesso in diretta su Rai 1.

Che emozioni ti aspetti di provare?
Molte e profonde. Prima di tutto spero di poter stringere nuove amicizie e di potermi confrontare con coetanei che condividono i miei stessi pensieri e la mia stessa passione per lo studio. E poi non vedo l’ora di entrare nel cuore pulsante della capitale d’Italia e di sentirmi parte di un progetto nazionale: la sola idea di stringere la mano al Presidente della Repubblica mi emoziona tantissimo.

Ti aspettavi di essere uno dei premiati?
Non proprio. Sapevo che la segreteria della mia scuola aveva segnalato il mio nominativo, ma nel frattempo, tra l’estate e l’inizio delle lezioni in università, non ci avevo più pensato. La notizia quindi mi è arrivata come un fulmine a ciel sereno e ovviamente mi ha rallegrato molto: credo sia un’emblematica conclusione del mio percorso scolastico.

A chi dedichi questo importante traguardo?
Ai miei famigliari, ai professori e alle suore dell’Istituto Nostra Signora delle Grazie e ai miei compagni di classe: persone meravigliose con cui ho avuto la fortuna e l’onore di crescere e di condividere gli anni più felici della mia vita.

Prospettive per il futuro?
Il premio è sicuramente un traguardo importante, ma non è un punto di arrivo: ho intenzione di dare il massimo anche nei prossimi 5 anni all’università. Dopodiché mi piacerebbe intraprendere la carriera diplomatica e sono convinto che gli studi linguistici e giuridici possano aiutarmi a realizzare questo sogno.