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FLP: “Evitata la paralisi degli Uffici pubblici grazie all’azione del sindacato”

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Federazione Lavoratori pubblici e funzioni pubbliche


Evitata la paralisi degli Uffici pubblici grazie all’azione del sindacato.

Sicurezza sul lavoro, mantenimento del lavoro agile, rinnovo dei contratti le nostre priorità

“Nonostante il Ministro Brunetta avesse caricato la giornata del 15 ottobre di forti aspettative mediatiche con riferimento al rientro generalizzato in presenza delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego, conseguente all’obbligo del green pass, la costante e tempestiva azione del sindacato e il senso di responsabilità di molte Amministrazioni centrali e territoriali hanno impedito che la giornata di oggi si trasformasse in una pagina buia del lavoro pubblico” dichiara Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP.

“Le problematiche scaturenti dalla contestualità dell’obbligo del green pass e della sua verifica agli ingressi con il rientro di tutto il personale in presenza, sono state ridotte al minimo grazie alla gradualità con cui le Amministrazioni hanno deciso di procedere all’attuazione delle frettolose e pasticciate decisioni assunte da Brunetta con il DM rientri, ma non hanno comunque impedito in diverse realtà, dove invece si è ritenuto di dare pedissequa attuazione alle disposizioni del Ministro, che emergessero forti criticità in merito al funzionamento dei sistemi di rilevazione, all’individuazione degli addetti deputati al controllo, all’affollamento di stanze e locali in Uffici che all’attualità non rispettano in alcun modo le prescrizioni contenute nei Protocolli sicurezza” continua Carlomagno.

Una situazione che non può essere risolta nel breve arco temporale concesso alle Amministrazioni dal DM rientri, ma che necessita di una complessiva rivisitazione, a partire dal superamento della previsione del sostanziale azzeramento del lavoro agile, lasciando alle diverse Amministrazioni la facoltà di determinare le attività che possono essere svolte con tale modalità, le percentuali di personale autorizzabile, eliminando la prescrizione, assolutamente illogica, della prevalenza tout court del lavoro in presenza rispetto al lavoro agile. Sicurezza sul lavoro, che deve essere garantita e migliorata, in una fase in cui il rischio pandemico non è scongiurato, intervenendo in modo massiccio sugli immobili, sulla sostenibilità ambientale degli Uffici, sull’igienizzazione e la costante pulizia degli stessi. Ma, è bene ribadirlo, il lavoro agile a regime non è uno strumento di prevenzione del contagio, ma una modalità per innovare processi e organizzazione del lavoro, per rendere servizi ai cittadini sempre più fruibili anche per via digitale, per conciliare i tempi di vita e di lavoro in modo più efficace, nell’interesse della stessa produttività del lavoro pubblico. Non ha quindi alcun senso correlare come fa il Ministro, il presunto superamento dell’emergenza sanitaria con la scomparsa del lavoro agile.

“E’ quello che diremo al Ministro Brunetta, che, in modo tardivo, pochi minuti fa, ha convocato le Confederazioni sindacali per il 22 ottobre a Palazzo Vidoni per una consultazione sulle linee guida del lavoro agile, dopo che lo stesso, con una serie di atti unilaterali, sta chiedendo il rientro in presenza di tutto il personale. Ribadiremo nel contempo la necessità che adegui l’atto di indirizzo per il rinnovo dei contratti, superando i limiti e le ambiguità che a tutt’oggi tengono in una situazione di sostanziale stallo il negoziato con l’Aran” conclude Carlomagno.

La Segreteria Generale FLP

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