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Elizabeta Miteva di Cessole premiata al Salone del Libro di Torino per il racconto “La felicità è casa”

La vincitrice del Premio Speciale Slow Food – Terra Madre della sedicesima edizione del Concorso letterario nazionale Lingua Madre dedicato alle donne straniere residenti in Italia è stata un’autrice originaria della Macedonia residente a Cessole, in provincia di Asti.

Si tratta di Elizabeta Miteva con il racconto  La felicità è casa. 

L apremiazione si terrà lunedì 18 ottobre, alle 14 nell’ambito del XXXIII Salone Internazionale del Libro di Torino, in Arena Piemonte (Padiglione 2). Le autrici vincitrici, nello spirito di scambio e relazione promosso dal Concorso, si alterneranno sul palco accompagnate dai sindaci delle città italiane di residenza e dalle rappresentanze diplomatiche dei Paesi d’origine.

Insieme a Elizabeta Miteva ci saranno la prima classificata, Natalia Marraffini (Argentina) con il racconto La straniera segreta; seconda Classificata, Lala Hu (Cina), con il racconto In cerca di una Heimat; terza classificata Noreen Nasir (Pakistan) con il racconto Questo è il tuo compito e posto; Premio Sezione Speciale Donne Italiane, Lorena Carbonara con il racconto Ferma zitella; Premio Speciale Torino Film Festival, Rajae El Jamaoui (Marocco) con il racconto Aspettando la primavera; Premio Speciale Giuria Popolare, Vera Lúcia de Oliveira (Brasile) con il racconto La lettera; Premio Speciale Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Manijeh Moshtagh Khorasani (Iran) con la fotografia La donna e il campanile.

Elizabeta Miteva

Elizabeta Miteva nasce nel 1980 a Vinica, in Macedonia. La scrittura è un interesse che coltiva fin dall’infanzia quando, bambina, adorava scrivere poesie. Oggi vive in provincia di Asti, a Cessole, e si dedica ad un’altra sua passione, la cucina, che coltiva con entusiasmo e creatività. Il suo sogno, però, rimane quello di scrivere e riuscire a pubblicare un libro autobiografico.

Con “La felicità è casa” ha vinto il Premio Speciale Slow Food – Terra Madre della XVI edizione del Concorso letterario nazionale “Lingua Madre” con la seguente motivazione: «L’autrice ha saputo raccontare il dramma che vivono tante donne in seguito al ricongiungimento familiare. Non sempre si riesce a capire lo shock che si vive lasciando il proprio Paese per trovarsi in un altro, senza parlare bene la lingua e senza orientarsi tra i vari servizi. È un vuoto. Ci si perde. Come tante altre donne, anche l’autrice riesce a trovare una rinascita grazie alla sua determinazione e volontà di sentirsi parte della comunità. È proprio quel senso di comunità che dà valore alla sua esistenza. Tutto ciò avviene in un ambiente strettamente legato al cibo, un agriturismo dove, grazie alla relazione con un’altra donna, cambieranno le prospettive. “Ho iniziato ad amare l’Italia con lo stomaco” scrive l’autrice, condividendo la sua storia con semplicità ed emozione».