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Come scegliere l’antifurto per la casa

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I sistemi di antifurto per la casa sono sempre più diffusi, grazie anche all’innovazione tecnologica che consente di integrare i vari dispositivi e controllarli a distanza in modo ‘smart’. Data anche l’ampia offerta presente sul mercato, individuare l’opzione più adatta può risultare più ostico del previsto; ci sono, infatti, diversi fattori da prendere in considerazione prima di scegliere il tipo di antifurto che meglio si adatta alla propria casa. Di seguito, vediamo quali sono e come possono incidere sulla scelta finale in base a specifiche esigenze e possibilità.

I fattori da valutare

Come accennato, la scelta di un antifurto dipende da svariati fattori, di ordine tecnico, pratico ed economico. In particolare, quando ci si appresta a scegliere un particolare sistema di sicurezza, bisogna anzitutto tenere in conto le dimensioni della casa, il numero delle stanze che la compongono, la presenza quotidiana degli inquilini (ossia quante ore vi trascorrono in media al giorno). Può incidere sulla scelta definitiva anche l’eventuale detenzione di animali domestici. Naturalmente, rappresenta una discriminante anche il budget di spesa a disposizione: in base alla tecnologia utilizzata (e non solo), gli antifurti per la casa hanno prezzi molto diversi, adatti a tutte le ‘tasche’. Per farsi un’idea di quali siano le fasce di prezzo di questo genere di articoli, basta consultare il catalogo online di un portale specializzato in materiale elettrico, ad esempio www.emmebistore.com e brand come Comelit che produce antifurti e allarmi. In linea di principio, il consiglio è quello di non lesinare sulla qualità, cercando di prediligere un antifurto affidabile anziché uno economico.

I vari tipi di antifurto

Al netto delle particolarità tecnologiche, i sistemi di antifurto si dividono in attivi e passivi. Nella prima tipologia rientrano gli allarmi sonori e i dispositivi di videosorveglianza mentre della seconda fanno parte infissi e serramenti (porte, finestre, portoni, cancelli, grate, inferriate e simili). Al netto di questa distinzione, i principali modelli di antifurto domestico si contraddistinguono tra loro per la tecnologia di funzionamento utilizzata:

–  I sistemi wireless sono senza fili, collegandosi direttamente al Wi-Fi della casa oppure utilizzando frequenze radio;

–  Gli antifurti cablati, invece, sono alimentati mediante un collegamento con l’impianto elettrico domestico; le varianti più sofisticate prevedono anche l’integrazione del sistema GSM mediante il quale il sistema è in grado di inviare una segnalazione alle forze dell’ordine oppure una telefonata ad una serie di numeri preimpostati;

–  I sistemi di antifurto misti, invece, integrano la tecnologia wireless con le soluzioni che prevedono il cablaggio dei dispositivi.

Come scegliere l’opzione più adatta

Per le unità abitative indipendenti, che presentano uno spazio perimetrale esterno, si può prendere in considerazione la possibilità di installare una barriera di allarme ad infrarossi o microonde. Si tratta di una protezione perimetrale formata da due dispositivi che lavorano in coppia, formando una sorta di barriera virtuale. Nel caso in cui gli spazi da sorvegliare siano ridotti (terrazzi, piccoli giardini e simili), è bene optare per una soluzione più pratica ed economica, ossia una coppia di barriere per la protezione di porte e finestre: hanno lo stesso principio di funzionamento ma coprono distanze inferiori.

La protezione di finestre e tapparelle può essere implementata mediante il ricorso a contatti di allarme (per le prime) e sensori (per le seconde). Pur rappresentando una tecnologia differenza, operano mediante il medesimo principio, ossia segnalare una movimentazione anomala quando il sistema antifurto è in funzione.

Una buona opzione per gli appartamenti è rappresentata dai sensori volumetrici a infrarossi o microonde; i primi sono in grado di rilevare la presenza di un intruso all’interno dell’ambiente domestico in base alla variazione della temperatura interna. La presenza di impianti di condizionamento o riscaldamento può inficiarne l’efficacia. I secondi, invece, si basano sul principio dell’equilibrio energetico e sfruttano l’effetto Doppler. Altri tipi di sensori sono quelli denominati ‘a tenda’, ideali per proteggere un singolo varco; più in generale, dispositivi del genere possono essere abbinati ad altre tecnologie, come ad esempio telecamere interne o nebbiogeno.

Image by Wolfgang Vogt from Pixabay

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