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Bisarca: cos’è, a cosa serve e quali requisiti deve avere

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Tra i veicoli che circolano sulle nostre strade ci sono le bisarche che, in gergo, vengono chiamate anche “cicogne”. Si tratta di mezzi particolari, formati da una motrice e un piano di carico, utilizzati per il trasporto su strada di autovetture e veicoli commerciali leggeri, per lo più furgonati di piccole e medie dimensioni. Affinché possano circolare regolarmente su strada devono rispettare parametri tecnici ben precisi, individuati dalle normative di riferimento. Di seguito, vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

I requisiti a norma di legge

I requisiti tecnici delle bisarche sono fissati dalla direttiva 96/53, la normativa di regolamentazione del traffico su strada all’interno dei paesi che fanno parte della Comunità Europea. Per quanto riguarda peso e dimensioni, fino al 2014 una bisarca poteva avere una lunghezza massima di 18,75 metri ma, a seguito dell’approvazione di una nuova direttiva da parte della ECG (European Association of Vehicle Logistic), la lunghezza massima consentita è stata portata a 20,75 metri. Il peso limite, invece, è di 40 tonnellate, lo stesso già previsto per gli autoarticolati a 5 o 6 assi.

Caratteristiche tecniche

Una bisarca è quindi un autotreno, con una matrice che traina un piano di carico che si articola su uno o due livelli. Ciascuno di questi è dotato di specifici organi di ancoraggio e ritenzione, per immobilizzare i veicoli durante il trasporto. Nei modelli dotati di una seconda superficie di carico, la pedana superiore presenta un meccanismo che consente di inclinare il piano verticale fino a raggiungere il livello della strada, così da consentire di caricare il veicolo in maniera semplice e veloce. Pur essendo veicoli ‘speciali’, le bisarche vengono prodotte da numerose case automobilistiche, alcune prestigiose (come Mercedes e Volvo), altre specializzate nella fabbricazione di mezzi pesanti, quali MAN, Scania e DAF.

A cosa servono le bisarche

Come detto, una bisarca è un veicolo che serve a trasportare altri veicoli, ossia autovetture e furgoni di piccole e medie dimensioni. Di conseguenza, viene utilizzata in diverse circostanze, in primis per consegnare ai concessionari le autovetture appena uscite da un impianto di produzione. A tal proposito, va tenuto presente come, almeno in Italia, il trasporto auto su rotaia non sia più consentito dal 2011 (fino ad allora era Trenitalia ad offrire questo servizio).

In aggiunta, le bisarche sono impiegate anche in ambito privato; in tal senso operano le agenzie di trasportatori specializzate come, ad esempio, Karrycar.it offrono un servizio di trasporto auto con  bisarca per coloro i quali hanno bisogno di trasferire il proprio veicolo da un luogo all’altro. Una necessità di questo tipo può presentarsi in vacanza, da parte di chi non vuole farsi carico di troppe ore di guida ma vuole comunque avere a disposizione la propria auto per spostamenti più circoscritti. Quando si usufruisce di questo servizio, si stipula un contratto con il trasportatore; le tariffe di trasporto variano in base ad una serie di fattori, in primis la distanza da percorrere tra il punto di ritiro e quello di consegna. Di contro, è possibile fissare il giorno, il luogo e l’ora di consegna del veicolo.

Cenni storici

Le prime bisarche nascono poco dopo lo sviluppo dell’industria automobilistica, allorquando comincia ad emergere la necessità di movimentare gli esemplari che uscivano dalle linee di produzione. I primi modelli rudimentali, ricavati da camion modificati, compaiono negli Stati Uniti ad inizio dello scorso secolo. Sarà poi la Volkswagen, a metà anni Cinquanta del Novecento, a mettere a punto per la prima volta un mezzo per il trasporto dei veicoli dotato di una struttura di carico a due piani.

 

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