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Alessandro De Muro: tra Genova e l’Astigiano con la musica nel sangue foto

“Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare?” A questo quesito, che il celebre Fabrizio De Andrè si pone in una delle sue innumerevoli produzioni, si può assimilare la giovane carriera artistica del talentuoso Alessandro De Muro.

21enne di Rocchetta Tanaro iscritto alla facoltà di Biologia dell’Università di Genova, De Muro è giovane astigiano di madre torinese e padre ligure: da loro i due lati dell’Alessandro che conosciamo oggi, la passione viscerale per il colore granata del calcio nostrano lato materno e un amore altrettanto spiccato per Genova e i suoi dintorni che lo ha portato lato paterno a seguire le orme del mondo della musica.

È proprio il papà Davide a dare i primi imput al ragazzo, inserendolo già da piccolo all’interno di un contesto musicale affermato come il gruppo de “I trilli” (del quale tutt’ora sono entrambi colonne portanti), permettendogli di crescere umanamente e acquisire consapevolezza dei mezzi tecnici di cui dispone.

Fin da piccolo la musica è stata parte della mia vita – esordisce Alessandro – quando a 6/7 anni mi mettevo al piano sul tema di Willy il Coyote provando a suonare con un solo dito. Crescendo mi sono poi avvicinato molto alla chitarra, provando nel tempo anche strumenti  più caratteristici come il mandolino o il bouzouki”.

Senza dimenticare l’animo dell’artista, che lo porta nel tempo libero a provare melodie tra le quattro mura di casa molto spesso fini a se stesse ma che a volte portano frutti sperati come successo per i primi singoli “Anna” e “Cosa ci faccio qui”, usciti nel 2020 su tutte le piattaforme lanciandolo definitivamente nel mondo del cantautorato.

alessandro de muro

Vivo con carta e penna sempre a portata di mano – racconta De Muro – perchè quando l’ispirazione arriva, e molto spesso nei momenti più strani, bisogna esser bravi a coglierla e metterla subito nero su bianco. Fare musica è bello proprio per questo, è quando tutto viene spontaneo che vengono fuori le cose migliori. Puoi stare seduto anche delle ore a pensare al testo o alla melodia giusta, poi capita che il mattino dopo ti svegli e già non ti piace più“.

E proprio da questa sua genuinità nel concepire l’arte arriva il singolo “E stoje de Zena”, realizzato interamente in dialetto genovese – tema molto a cuore al classe 2000 – e dal debutto coi fiocchi culminato con il primo posto nella categoria solisti al “Festival della Canzone in Lingua Ligure” svoltosi ad Albenga nel mese di giugno, proposto all’astigiano dall’amico-fotografo Angelo Lavizzari.

Così De Muro ricordando quei giorni: “Beh, grande emozione. È come un cerchio che andava a chiudersi perchè a premiarmi è stato proprio Michele Maisano, colui che ai tempi aveva scoperto i Trilli, oltre al fatto di aver mostrato grande apprezzamento verso il mio lavoro”. Una sorta di passaggio di consegne? “Esattamente. Inutile sottolineare che l’iniezione di fiducia che ho ricevuto è stata importante: da lì non mi sono più fermato proseguendo per tutta l’estate con un altro progetto”.

È “Piedmont”, infatti, l’ultima realizzazione del cantautore giunta grazie al progetto “Scouting” organizzato dalla provincia di Asti e volto a mettere in risalto patrimonio piemontese e alcune promesse della nostra provincia tra cui Alessandro. “Da ieri Piedmont è disponibile sul mio canale Youtube. – conclude – Dopo averlo presentato al FuoriLuogo di Asti è un grande piacere poterlo condividere con una più ampia platea di astigiani, da quelli che già mi conoscono e mi seguono con grande affetto a quelli cui sicuramente spero di arrivare nei prossimi mesi”.

Generico ottobre 2021