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Lettere al direttore

Scuola primaria di Serravalle d’Asti, la protesta dei genitori: “Incertezza e confusione”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata da alcuni genitori dei bambini frequentanti la scuola primaria di Serravalle d’Asti (V circolo didattico).


Gentile direttore,

siamo alcune famiglie dei bimbi della scuola di Serravalle d’Asti. Ci rivolgiamo al Suo giornale perché vorremmo rendere partecipi tutti i cittadini delle continue difficoltà – di organizzazione, logistica, ecc. – che stiamo riscontrando, a prescindere da tutte le polemiche che sono scaturite in questi mesi sulla validità scientifica o meno del metodo Bimbisvegli.

In seguito ad alcune decisioni prese dalla dirigenza del V Circolo, durante l’ultimo collegio docenti del 2 settembre scorso, abbiamo compreso che da parte delle autorità competenti, non c’è attenzione né ad ascoltare le richieste di noi genitori – e pensare che si tratta di una scuola pubblica, di cui tutti siamo proprietari – né ad assicurare il buon funzionamento della scuola.

Ecco alcuni esempi:
– le famiglie hanno scritto una lettera indirizzata alla dirigente e al collegio docenti per fare alcune richieste, tra le quali quella legittima relativa all’inserimento del progetto Bimbisvegli – scritto nel 2019 insieme ad una pedagogista del V Circolo – all’interno del PTOF dell’Istituto: la lettera non è stata presa in considerazione durante il collegio docenti perché vi erano questioni “più urgenti”.
– Il 2 settembre è uscito un comunicato sul sito dell’Istituto con i nuovi orari delle classi di Serravalle:
Classe 1° e pluriclasse 2-4: faranno due rientri, martedì e giovedi, uscita alle h.16
Classe 3° e 5°: faranno tre rientri, lunedì, martedì e giovedì , uscita alle h.16

Ma in una scuola piccola come Serravalle è normale che ci siano due moduli orari diversi? Con quale criterio alcune classi fanno 30 ore e le altre 27? Tutto ciò crea problemi organizzativi – pensiamo solo al riscaldamento della scuola per metà – e difficoltà alle famiglie che hanno figli in diverse classi, generando inoltre molta confusione dal momento che fino all’anno scorso i rientri erano distribuiti su tre giorni ed erano identici per tutte le classi.

Precisiamo che la comunicazione è arrivata a 10 giorni dall’inizio della scuola con un importante rimodulazione dell’orario per una classe – oltretutto pluriclasse – che l’anno scorso faceva regolarmente tre pomeriggi. Appunto la pluriclasse – purtroppo già penalizzata perché ha doppio programma con lo stesso numero di ore – risulta ulteriormente indebolita a causa dell’eliminazione di un pomeriggio.
– Ulteriori problemi logistici creati alle famiglie riguardano il doposcuola: le iscrizioni al doposcuola sono state chiuse al 31/08/2021 – e precisiamo che non vi è ancora alcuna certezza sull’attivazione o meno del doposcuola perché viene richiesto un numero minimo di iscritti – , ovvero tre giorni prima di comunicare gli orari effettivi dei rientri, pubblicati sul sito dell’istituto il 2/09/2021.

Tutto ciò crea solo confusione ed incertezza, a pochi giorni dall’inizio della scuola, perché alcune famiglie si ritrovano con un pomeriggio in meno coperto rispetto all’anno scorso e non vi è alcuna certezza sull’attivazione o meno del doposcuola. Come può organizzarsi per tempo una famiglia che deve far conciliare anche le esigenze lavorative?
Queste sono solo alcune delle questioni che hanno creato malumore tra noi genitori e ci hanno fatto riflettere: qui non si tratta più di discutere sulla fondatezza o validità di un metodo, qui si tratta di assicurare a 65 famiglie circa il buon funzionamento del plesso e garantire i servizi di base. E allora una domanda sorge spontanea: cosa c’è che non va? Perché non vengono ascoltate le nostre richieste? Perché la comunicazione con l’istituzione deve sempre essere così difficoltosa?

Non abbiamo risposte chiare, ma le pretendiamo perché crediamo che l’obiettivo comune di un’istituzione scolastica e delle famiglie sia il bene dei bambini. Ed è un nostro diritto pretendere che venga garantito il miglior servizio per loro, mettendo da parte pregiudizi, antipatie personali, rivalità passate. Andiamo oltre, con un approccio costruttivo e dialogante, per far sì che i nostri bambini possano vivere nel migliore dei modi l’esperienza scolastica.

E se l’obiettivo comune non fosse condiviso…allora sì che niente e nessuno ci potrà fermare.