Quantcast

Indagine Coldiretti: sulle tavole degli Italiani aumentano i prodotti made in Italy

Più informazioni su

E’ svolta patriottica nei consumi alimentari degli italiani che hanno privilegiato sugli scaffali la qualità Made in Italy con un aumento del +7,6% degli acquisti di prodotti che riportano in etichetta un legame con il Belpaese.

E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti nell’anno del Covid sulla base dei dati dell’Osservatorio Nielsen Immagino divulgata in occasione del Cibus dove tra gli stand del salone dell’alimentazione è un tripudio di tricolori, campi di grano veri e immagini di paesaggi rurali, richiami a marchi ad indicazione geografica ma anche a realtà territoriali locali e regionali.

“Nelle case degli italiani nell’anno del Covid – precisa Marco Reggio presidente Coldiretti Asti – sono cresciuti latte, salumi, formaggi, salse, prodotti confezionati, uova, pasta, vino, farine, frutta e verdura Made in Italy, anche per la voglia di sostenere l’economia ed il lavoro locali nel tempo della pandemia”. “Un’emergenza che – continua Diego Furia direttore Coldiretti Asti – ha favorito scelte di acquisto più sostenibili con un vero boom dei prodotti green, dal biologico al chilometro zero direttamente dal contadino”.

L’agricoltura italiana è prima in Europa per valore aggiunto ma è anche la più green e può contare sulla leadership indiscussa per la qualità alimentare ed il Piemonte contribuisce a questa eccellenza con 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg e 42 Doc e oltre 40 prodotti “Sigillo”, tutelando la biodiversità agricola ed investendo sulla distintività, condizione necessaria per distinguersi in termini di qualità delle produzioni ed affrontare così il mercato globalizzato.

“Un patrimonio minacciato dalle imitazioni internazionali per cui servono sistemi di etichettatura trasparenti sull’origine delle materie prime e che non siano ingannevoli – precisano Reggio e Furia – Un trend che valorizza l’impegno degli imprenditori agricoli che può contare sull’agricoltura più green d’Europa e con Campagna Amica sulla più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori. Una ricchezza da salvare che non ha solo un valore economico ma anche storico, culturale ed ambientale”.

“Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei piccoli borghi con meno di cinquemila abitanti che rappresentano una risorsa del Paese per ripartire dopo l’emergenza Covid – ha concluso il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che – occorre tuttavia superare anche con le risorse del PNRR il ritardo infrastrutturale logistico e nella banda larga”.​

Più informazioni su