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I Club per l’UNESCO di Asti e di Canelli celebrano l’Anno internazionale della Frutta e Verdura con un convegno sull’uva

Continuano nell’astigiano le celebrazioni dell’Anno Internazionale della Frutta e della Verdura (IYFV2021) istituito dall’O.N.U. e gestito in tutto il mondo dalla F.A.O.

Nell’astigiano il Club per l’UNESCO di Asti e quello di Canelli hanno organizzato numerosi eventi, il filo conduttore dell’attività programmata fa riferimento al valore storico, culturale, artistico, agronomico, nutrizionale, culinario e sociale del ricco patrimonio locale di varietà pregiate di frutta e verdura.
La finalità delle iniziative programmate è la crescita della consapevolezza del ruolo ed importanza della biodiversità astigiana e monferrina nel campo delle colture orticole e frutticole, che ha trovato singolare ed apprezzata espressione in molti altri campi: dall’arte alla cucina, dalle feste paesane sino ai prodotti di fama internazionale dell’industria di trasformazione.

Ulteriore finalità delle attività è la divulgazione di un sapere locale e soprattutto di esperienze maturate nel tempo, volte a valorizzare produzioni agrarie, a prima vista povere, in una prospettiva divenuta di eccellenza internazionale. Questo percorso di valorizzazione della qualità e della biodiversità si ritiene possa essere utile per altre realtà nel mondo, in particolare nei paesi meno sviluppati, nello spirito di condivisione culturale tracciato dalla FAO. E proprio sabato 2 ottobre, presso le cantine storiche Bosca, a Canelli, si terrà un evento particolarmente significativo per queste finalità, si parlerà di un frutto a prima vista povero, l’uva, che nei secoli ha modificato la storia, l’economia, la società, le usanze e il paesaggio del sud Piemonte. Il titolo della giornata infatti è “Ruolo ed importanza dell’uva nella cultura astigiana: un patrimonio di valore universale”.

Il professor Alessandro Carassale (Dottore di ricerca presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia – Università degli Studi di Genova, Presidente del Centro Internazionale di Studi per la Storia della Vite e del Vino) terrà una conferenza dal titolo “L’uva e il patrimonio viticolo del Basso Piemonte, un sapere locale ed esperienziale sedimentato nei secoli”. Seguirà una tavola rotonda condotta dal giornalista Sergio Miravalle che vedrà la partecipazione delle seguenti personalità:
Pierstefano Berta (Direttore OICCE – Organizzazione Interprofessionale per la Comunicazione della Conoscenza in Enologia), Giorgio Calabrese (Docente di alimentazione e nutrizione umana presso l’Università del Piemonte Orientale di Alessandria e presso l’Università di Torino, Presidente del Comitato Nazionale di Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute), Alessandro Carassale (Dottore di ricerca presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia – Università degli Studi di Genova, Presidente del Centro Internazionale di Studi per la Storia della Vite e del Vino), Marco Castelnuovo (Direttore Corriere Torino – Corriere della Sera), Roberto Fresia (rappresentante del Lions Clubs International presso la F.A.O.), Giusi Mainardi (Docente di Storia della Vite e del Vino.

Il convegno e la tavola rotonda si terranno presso le “cattedrali sotterranee” di casa Bosca inserite dal 2014 nella lista del Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO nell’ambito del 50° sito italiano “Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”.
Causa le restrizioni dovute al Covid-19 l’evento si terrà in forma ibrida, sia in presenza che on-line.

IYFV 2 ottobre 21 09