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Le Rubriche di ATNews - Degustando la bellezza

Con “Lanfora” di Montalbera la rivincita del Grignolino d’Asti DOC

Nuovo appuntamento con la rubrica “Degustando la Bellezza”, un viaggio in cui ci accompagna la filosofia di Montalbera, con le sue esperienze all’insegna dei cinque sensi.

La grande cantina guidata da Franco Morando racconta storie che vanno oltre la tradizione e che ne hanno determinato il grande successo dando vita al Ruchè Laccento, il Ruchè più bevuto al mondo.
Ma Montalbera non è solo la grande sfida vinta di questo vino diventato un segno di riconoscimento a livello mondiale, Montalbera è il simbolo di continui rinnovamenti e nuovi obiettivi da realizzare.

Come quello che si può vedere con i propri occhi visitando la cantina, dopo la splendida e minuziosa ristrutturazione. Dopo la tradizionale barricaia, nel percorso di visita si incontrano diverse anfore di terracotta, di varie dimensioni: un incontro inaspettato che colpisce immediatamente l’attenzione e fa percepire palesemente come questo sia il regno di una filosofia legata al vino-frutto estremamente speciale.

Colpiscono, le anfore, come colpisce la storia che si cela dietro a questa nuova sfida di Montalbera. Dopo il successo del Ruchè Laccento, le anfore di terracotta raccontano la sfida di riportare in auge il Grignolino d’Asti DOC, un vino molto arcigno, tannico, su cui Montalbera ha scelto di puntare, andando controcorrente, scegliendo di proporre un vino “aspettato”, affinato nelle anfore, per migliorarne le caratteristiche organolettiche.

“Abbiamo voluto affrontare la strada dell’anfora perché la denominazione “Grignolino d’Asti DOC” in questo ultimo decennio era fortemente in crisi e bisognava darne un’interpretazione qualitativa. – ci spiega Franco Morando, che delle sfide vinte con meticolosità, studio e precisione è diventato il simbolo – Il grignolino si presenta molto tannico, molto acido vinificato nelle versioni tradizionali e questi sono tutti presupposti che in questo momento vanno contro il gusto del consumatore giovane, attento ed esigente di oggi.”

L’ispirazione nasce dopo diversi viaggi in Toscana e così si decide di avviare questa sperimentazione di far affinare il Grignolino d’Asti DOC in anfore di terracotta, rigorosamente fuori terra, realizzate a mano da un artigiano di Impruneta. Lanfora – Grignolino d’Asti DOC 2016 è il primo frutto di questo metodo innovativo.

Già sulle versioni tradizionali del Grignolino d’Asti DOC – prosegue Morando – lavoriamo con delle metodologie per rendere il vino stesso meno acido e meno tannico, quindi all’atto della degustazione più piacevole.
Lavorando diversamente in vigna, effettuando una zonizzazione delle vigne maggiormente vocate ai raggi solari, un diradamento ed un defogliamento adeguato, studiando anche la storia ampelografica del vitigno stesso, abbiamo visto come, dopo l’affinamento di circa un anno in anfora, specificamente realizzata con terra di Impruneta, il Grignolino d’Asti DOC può diventare un vino con tannini piacevolmente addomesticati, per una degustazione più moderna, versatile e accettabile al palato del consumatore e di cosa pretende oggi da un grignolino.”

La vinificazione inizia in acciaio, poi il vino viene spostato per l’affinamento nelle anfore per 10-12 mesi. Nell’anfora di terracotta avviene una micro-ossigenazione speciale, che dipende dal grado di cottura della terracotta che è di per sé un materiale molto permeabile, dunque con molto scambio di ossigeno tra l’interno e l’esterno. L’argilla ha una interazione chimica che permette al vino di avere sentori diversi, con profumi che esaltano la concentrazione di note varietali, aromi speziati e nocciolati. La micro-ossigenazione riesce a fare sì che i tannini del grignolino si ammorbidiscano rendendo meno ruvido quello che di per sé, con la vinificazione tradizionale, sarebbe un vino non elegante. Nasce così un vino rosso brillante, con i riflessi aranciati tipici del vitigno, dal profumo intenso ed etereo, con sentori di lampone, radici, curry e terra, dal sapore equilibrato.

Se la vinificazione in anfora è un metodo molto antico, ancora utilizzato tradizionalmente in altri Stati, in particolare in Georgia, in Italia rappresenta un processo di ritorno al passato non consueto. Ancora una volta, Franco Morando dimostra di saper osare, senza timori, forte della meticolosità del metodo di lavoro di tutto lo staff di Montalbera.

“E’ la stessa cosa che si diceva 15 anni fa per il Ruchè Laccento perché lavoravamo ai tempi per la prima volta in sovra maturazione, oggi affrontiamo allo stesso modo la sfida con il Grignolino.” conclude Morando che può gioire per il recente prestigioso riconoscimento ottenuto con il Grignolino d’Asti Lanfora 2018, che ha ottenuto il premio WineHunter Award Merano, con oltre 5.000 etichette italiane e straniere a competere.

The WineHunter “è ricerca, scoperta, condivisione delle eccellenze figlie del perfetto connubio fra passato e futuro.” e premia “Solo il meglio, in ogni sua forma perché excellence is an attitude.”
E se “Excellence is an attitude” non c’è da stupirsi di trovare un vino Montalbera tra i premiati.

Una eccellenza che si può degustare in tutte le forme anche grazie alla nuova 360° Montalbera Experience, con l’esperienza unica del Luxury Wine Tourism nelle lussuose suite con vista sui vigneti e le proposte speciali per un soggiorno unico all’insegna della bellezza, declinata in tutti i sensi.

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