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“I care”: come il Cpia di Asti si prende cura degli altri nell’istruzione per gli adulti

Dal 2017 a oggi gli studenti che si rimettono in gioco in un percorso di scuola superiore è cresciuto toccando gli oltre 100 iscritti e triplicando gli studenti che si danno una seconda possibilità scolastica

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Dopo aver analizzato i progetti di diversi istituti comprensivi della provincia astigiana e non solo, il Cpia 1 di Asti, si sofferma sul proprio Pon (Piano Operativo Nazionale) che si è svolto nel 2017 e sullo sviluppo che ne è derivato nei percorsi per adulti. Tutto questo nella cornice del progetto europeo EU.RE.K.A! che illustra e diffonde il ruolo della politica di coesione fra gli Stati.

Il Cpia 1 di Asti “Maestro E. Guglielminetti” è un’Istituzione scolastica del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, istituito per il life long learning delle persone in età adulta che non hanno assolto l’obbligo d’istruzione e/o che non sono in possesso del titolo di studio conclusivo del Primo Ciclo di Istruzione. L’Istituto opera su tutto il territorio provinciale, le sedi comprendono: Asti, Nizza Canelli, Monferrato, Casa di Reclusione di Quarto d’Asti e altri punti di erogazione del servizio messi a disposizione da scuole, comuni e associazioni.

Gli studenti attualmente iscritti al Cpia sono 1992, alcuni sono italiani, molti provengono dall’Africa settentrionale, dall’Africa subsahariana, dall’America centrale e latina, dall’Asia e infine dall’Europa, soprattutto dell’est. Il progetto PON del Cpia di Asti riprende un titolo evocativo: “I Care”. Si tratta del messaggio che campeggia su una parete della scuola di Barbiana, quella di don Milani.

Don Milani, uno dei precursori delle 150 ore e dell’istruzione degli adulti, diceva che “I care” era il motto della migliore gioventù americana e significa “Mi sta a cuore”. Con tale progetto il Cpia ha voluto in modo concreto  dimostrare che quel motto può essere messo in pratica, integrando risorse, percorsi, didattica e fornendo più occasioni formative agli adulti del territorio. Attraverso il Pon “I care” il Cpia di Asti, si è preso cura di un gap presente in termini formativi, andando a realizzare percorsi per le fasce più deboli, rafforzando i percorsi già esistenti ma che avevano meno risorse per gli studenti che necessitavano di rientrare a scuola.

Come a Barbiana si realizzava una scuola alternativa che voleva recuperare gli studenti, con i dovuti paragoni, al Cpia si è cercata un’idea progettuale per integrare le risorse esistenti e innalzare le competenze acquisite degli adulti sul territorio con nuove occasioni di istruzione.

Il progetto è stato strutturato in nove moduli, sei dei quali sono stati svolti in collaborazione con l’Istituto d’Istruzione Superiore “Giovanni Penna” di Asti. I moduli hanno riguardato l’ampliamento della rete degli adulti; l’incremento delle attività finalizzate all’inclusione di soggetti in situazione di svantaggio; l’innalzamento dei livelli di competenza, per esempio quello del biennio delle superiori negli indirizzi di Alberghiero/Enogastronomico e Agraria.

I destinatari dei moduli sono stati studenti ultra-sedicenni, minori non accompagnati, richiedenti asilo e rifugiati; giovani adulti e adulti italiani che maggiormente rischiano l’abbandono scolastico e l’isolamento sociale. In linea con la raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativa allo sviluppo delle competenze chiave per l’apprendimento permanente degli adulti, si sono ritenuti urgenti alcuni obiettivi didattici, tra cui lo sviluppo e il potenziamento delle competenze di base previste al termine dell’obbligo scolastico, quali la padronanza della lingua italiana; l’utilizzo di una lingua straniera per i principali scopi comunicativi ed operativi; l’uso degli strumenti matematici nel quotidiano per interpretare la realtà che ci circonda.

Questo progetto ha così permesso a 29 studenti dei sei moduli di rafforzare le competenze e le conoscenze richieste per poter accedere alla terza e quarta superiore. Ciascun modulo ha coinvolto ventinove corsisti, venti dei quali, nel corso degli anni scolastici successivi, hanno conseguito il diploma di Scuola Secondaria di Secondo Grado presso lo stesso I.I.S. “Giovanni Penna”.

Negli anni successivi inoltre il Cpia ha avviato cinque classi su tre percorsi di I Livello I Periodo (Biennio delle superiori): Agraria, Alberghiero Enogastronomico e Meccanica. Ha introdotto anche classi su più fasce orarie. Da quest’anno verrà avviato un nuovo percorso, quello di Perito Informatico con l’Istituto Artom di Asti.

Dal 2017 a oggi, inoltre, gli studenti che si rimettono in gioco in un percorso di scuola superiore è cresciuto toccando gli oltre 100 iscritti al biennio e quindi triplicando gli studenti che si danno una seconda possibilità scolastica. Prendersi cura (I care) di chi da adulto vuole tornare a scuola significa costruire reti con altri Istituti Scolastici, mettere in campo risorse, cercarle attraverso la progettazione e dare un’occasione concreta a chi riprova a mettersi in gioco. Recuperare la dispersione scolastica è anche questo, oltre che un buon proposito, la capacità di programmare e prendersi cura del percorso di istruzione di ogni singolo allievo.

Il Cpia 1 di Asti può in pratica dire di aver corrisposto appieno a quel titolo così evocativo del progetto, non solo dando una nuova occasione a 30 studenti, ma aprendo una via nuova che sta dimostrando di portare grandi risultati in termini di inclusione e di contrasto alla povertà educativa e al gap formativo.

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