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Coldiretti Piemonte: “Maltempo: addio a 10 mila ettari di colture e danni per 32 milioni di euro”

Prime stime a causa del clima pazzo di quest’estate piemontese

Continua il clima pazzo di quest’estate in Piemonte segnata da continue e pesanti grandinate, piogge torrenziali, vento forte, frane e smottamenti che stanno mandano in fumo 10 mila ettari di colture per una stima di danni che ammonta a 32 milioni di euro tra produzioni e strutture duramente colpite. E’ quanto emerge da una prima ricognizione di Coldiretti Piemonte rispetto al maltempo che sta continuando, quasi, ininterrottamente lungo tutta la regione da fine giugno e per tutto luglio, non dando segnali diversi neanche i primi giorni di agosto.

Si tratta solo dell’ultimo capitolo di una estate segnata fino ad ora, a livello nazionale, da ben 789 eventi estremi tra bombe d’acqua, trombe d’aria, grandinate e temporali violenti lungo tutta la Penisola secondo l’analisi Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd). E tra gli eventi estremi sono praticamente triplicate le grandinate con 11 tempeste di ghiaccio al giorno dall’inizio dell’estate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Quest’ultimo fine settimana si sono abbattute ancora fortissime grandinate soprattutto nel cuneese, a Verzuolo dove a causa del vento e della grandine è caduto un impianto anti grandine, e anche nei comuni di Manta, Vottignasco, Fossano, Villafalletto dove sono stati necessari i trattori per pulire la strada dalla grandine, Lagnasco, Piasco e Mondovì dove sono andati pressoché distrutti alcuni pescheti, e nella provincia di Asti, in particolare ad Albugnano. A farne le spese sono soprattutto il mais, i cereali, la frutta, le verdure e la vite. Dalle pesche ai mirtilli e, più in generale i piccoli frutti, dalle mele alle susine, dalle albicocche alle zucchine, dalle insalate ai pomodori: a rischio il meglio delle colture stagionali Made in Piemonte.

“Tutti questi ultimi eventi si sommato a quanto già avvenuto nelle scorse settimana e la grandine è l’evento più dannoso perché, dove ha colpito, ha distrutto in pochi minuti il 100% del lavoro di un intero anno – spiegano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Una vera calamità in un momento particolarmente delicato per le coltivazioni agricole con la raccolte in corso mentre ci si avvicina anche alla vendemmia.  Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Questa situazione ormai non può più essere trattata come una semplice emergenza, dal momento che si innesta su eventi ormai continui di vere e proprie bombe d’acqua rapide e violentissime. Per affrontare i danni causati dagli eventi estremi che stanno devastando i nostri territori – concludono Moncalvo e Rivarossa – servono strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, di semplice accesso per le nostre imprese, efficaci e con meno burocrazia”.