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Asti, abbattuti due tigli in corso XXV Aprile

Questa mattina, mercoledì 19 agosto, sono stati abbattuti due tigli in corso XXV Aprile, in prossimità del distributore, all’incrocio con via Nogaro.

Nei giorni scorsi, a seguito di segnalazioni, è stata redatta da una ditta specializzata una relazione contenente i risultati delle analisi di controllo fitostatico eseguite lo scorso 9 agosto su alcuni alberi di corso XXV Aprile: sono stati oggetto di valutazione fitostatica dieci esemplari di tigli, che costituiscono un tratto del filare arboreo che costeggia il corso.

Le analisi eseguite hanno condotto alla necessità di due abbattimenti, a causa degli estesi processi di decadimento e di degradazione del legno interno alle piante esaminate, mentre per gli altri esemplari è stato raccomandato un monitoraggio negli anni successivi.

“Vista la pericolosità, si è deciso di intervenire in tempi molto rapidi, il tutto per garantire la sicurezza dei cittadini ed escludere rischi a cose o persone – afferma il sindaco Maurizio Rasero – soprattutto dato l’elevato flusso di traffico che passa sul corso”.

 “Le indagini sono state svolte secondo la metodologia VTA, a cui è stata abbinata un’analisi strumentale integrativa, nei casi in cui lo si è ritenuto necessario – entra nello specifico l’assessora ai Lavori Pubblici Stefania Morra – L’analisi VTA è una metodologia di analisi visiva dell’albero con cui si valutano i difetti presenti e la loro gravità, integrata, quando necessario, da un’analisi strumentale. Le due piante per le quali è previsto l’abbattimento sono in classe D, cioè pericolosità estrema”

“Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine – continua Morra – manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai esaurito. Per questi soggetti, le cui prospettive future sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute”.

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