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Integrazione e promozione del territorio: a Chiusano il convegno per fare il punto sul progetto di accoglienza Agape

Promozione del territorio e integrazione vanno a braccetto nel progetto Agape, che, nell’ambito del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), dal 2016 ha garantito accoglienza e integrazione a oltre 150 richiedenti asilo nei comuni di Settime, Chiusano, Castellero, Cortandone e Monale.

Il progetto, coordinato dall’Associazione Piam, è stato al centro di un convegno venerdì 16 luglio a Chiusano alla presenza dei sindaci dei paesi coinvolti, della curia e del vice prefetto.

Cos’è avvenuto in questi anni? chiediamo a Luigi Bosco, sindaco di Chiusano, comune capofila. “L’accoglienza non si esaurisce solo nel trovare un posto ai rifugiati. Queste persone sono coinvolte in percorsi di integrazione e di formazione. In questi anni hanno affiancato i nostri cantonieri in molti lavori di gestione e cura del territorio, insomma una grande risorsa per Comuni e per le intere comunità”.

Presenti all’incontro anche Marisa Varvello, ex sindaca di Chiusano che aveva sostenuto l’avvio del progetto e attualmente assessora, e Alberto Mossino, presidente del Piam che gestisce altri progetti di accoglienza in Basso Monferrato come la Casa Famiglia a Cortandone. “L’obiettivo è quello di potenziare ancora questo progetto – aggiunge Bosco – con nuovi percorsi di formazione e nuovi servizi a fronte di una disponibilità di 45 posti tra case di proprietà comunale o di privati nei comuni aderenti. Non è un numero altissimo, ma che permette di garantire una formazione continua e mirata”. 

Altra iniziativa proposta nei giorni scorsi è stata, domenica 18 luglio, una camminata nei boschi attorno a Chiusano e Settime a cui è seguita una tavola rotonda con Provincia di Asti, Fondazione San Paolo e sindaci del territorio su “8 Basso Monferrato“, progetto nato nella primavera 2019 sempre su iniziativa dell’associazione PIAM Onlus di Asti, con l’intento di recuperare e valorizzare la sentieristica del territorio nord-ovest astigiano. Si è parlato dei 96 km di sentieri che definiscono un tragitto a forma di 8 a scavalco fra 15 Comuni, fruibile a piedi, in bici e a cavallo, tracciati, percorribili e mantenuti puliti e fruibili anche grazie alla collaborazione dei migranti.

“Così l’accoglienza diventa leva di sviluppo turistico per un  territorio affascinante ancora poco frequentato” è la conclusione del primo cittadino di Chiusano.

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