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Le Rubriche di ATNews - Il Tri-angolo di Mengozzi

Il Tri-Angolo di Fabio Mengozzi: Obbligatorietà della musica

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Settimo appuntamento del 2021 con la rubrica mensile che arricchisce le proposte per i lettori di Atnews.it.

Obbligatorietà della musica

Il pianoforte? Lo ha inventato un italiano, Bartolomeo Cristofori. I più preziosi violini al mondo? Sono opera di italiani, Stradivari e Guarnieri. Pure l’opera è nata in Italia, a Firenze, grazie alla Camerata de’ Bardi. E, superfluo dirlo, siamo stati noi a dare il nome alle note della scala: “ut-re-mi-fa-sol-la-si” (ut si trasformerà successivamente in do) sono frutto dell’ingegno di un monaco benedettino vissuto tra il X e l’XI secolo, Guido d’Arezzo. Da sempre l’Italia è inoltre culla di grandi compositori ed interpreti: Vivaldi, Paganini, Verdi, Puccini, Arturo Benedetti Michelangeli, Enrico Caruso, Renata Tebaldi, Arturo Toscanini sono solo alcune delle mitiche personalità musicali che hanno dato lustro alla nostra patria.

Alla luce di tuttto ciò, verrebbe spontaneo credere che la musica sia qui tenuta in massima considerazione, che si investano risorse in maniera più ingente rispetto ad altre nazioni, che siano previsti aiuti per i giovani che scelgono di fare della musica la loro vita sobbarcandosi sacrifici economici e personali, che vi siano importanti agevolazioni per quanti operano nel settore organizzativo; verrebbe automatico pensare che nei programmi delle scuole di ogni ordine genere e grado siano inclusi lo studio della musica e di uno strumento musicale, che le televisioni e le radio trasmettano continuamente programmi formativi, che le più alte personalità del mondo musicale vengano percepite dalle masse come autentici eroi nazionali e pertanto stimati ed acclamati. Inutile dire che quanto appena descritto proviene dall’utopico mondo della fantasia. Certo non bisogna vedere tutto nero e va riconosciuto l’impegno che molti continuano a profondere per migliorare le cose: tanti insegnanti lavorano con solerzia nel tentativo di trasmettere ai giovani la bellezza della musica e vi sono musicisti, produttori, agenti, direttori artistici e discografici che non si piegano ad una sorte che li vorrebbe condannati all’oblio e quindi lottano per riuscire a proseguire nella loro azione di creatori e divulgatori di cultura musicale. Inoltre molti ragazzi, pur pienamente consapevoli degli scarsi sbocchi lavorativi offerti dalla musica nel nostro paese, dedicano la vita allo studio di uno strumento musicale, per il solo amore della musica; e talvolta riusciamo persino a vedere in TV qualcosa di interessante dal punto di vista musicale.

Vien da domandarsi se questi sforzi saranno sufficienti a preservare la musica e catapultarla fuori dall’isolamento in cui attualmente versa e, qualora non ci si dovesse riuscire, quali potranno essere le conseguenze della perdita di un patrimonio che è cultura e spiritualità. Nella terra che fu culla delle arti, che diede i natali a musicisti fra i più grandi, è davvero strano che nessuno abbia pensato ad una norma per rendere obbligatorio lo studio della musica. E pensare che per rendersi conto dell’importanza formativa ed etica rivestita dalla musica sin dai tempi più antichi sarebbe sufficiente rispolverare le vecchie buone letture: le “Leggi” e la “Repubblica” di Platone, tanto per citarne alcune. Nell’antica Grecia, ad esempio, lo studio della musica era addirittura obbligatorio sino ai trent’anni. Ma oggi, più che dibattere intorno alla funzione formativa delle arti, sembrano maggiormente appassionarci le risse televisive e i macabri dettagli degli omicidi irrisolti, ai quali così ampio spazio viene riservato dai media. Stiamo gradualmente rinunciando alla musica

Fabio Mengozzi

“Il Tri-angolo di Mengozzi” prende spunto da un intervento sul nostro quotidiano del musicista astigiano di fama internazionale Fabio Mengozzi, compositore, pianista, direttore d’orchestra e docente di musica, in seguito ai fatti di Corinaldo (clicca QUI).

L’obiettivo della rubrica è quello, sempre nel massimo rispetto delle scelte musicali di tutti, di fornire con nozioni semplici un punto di vista alternativo da quello che offrono ogni giorno i media, di educare ed indirizzare i giovani alla musica profonda, spirituale, in modo da ampliare le possibilità di scelta nell’ascolto della musica.

 

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