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Lettere al direttore

Giovani Astigiani: “Gestione disastrosa dei lavori pubblici? Non ci pare: sono stati fatti significativi interventi”

Riceviamo e pubblichiamo.


Gestione disastrosa dei LL.PP.?
Non ci pare proprio! In quattro anni, l’Assessorato non si è limitato a spostare fogli di carta per evitare che si impolverassero; sono stati, invece, effettuati significativi interventi, sono stati richiesti, e ottenuti, finanziamenti tutt’altro che modesti, sono stati predisposti progetti, molti lavori sono tuttora in corso ed altri, addirittura, sono già giunti al termine.

Le critiche mosse dell’opposizione, oramai, sono una (sgradevole e pretestuosa) costante, quasi una routine. I “rimproveri” arrivano a prescindere, per il puro (e malsano) gusto della polemica, sia che l’Amministrazione decida di partecipare o no ad un bando, sia che i lavori si facciano o meno.
Ad ogni modo, purtroppo, abbiamo capito che, ormai, questo è il modus operandi che l’opposizione adopera per fare informazione (anzi, cattiva informazione). Tuttavia, che piaccia o no, a fronte di un’opposizione rumorosa, questa Amministrazione, da quattro anni, sta portando silenziosamente dei risultati. Si pensi ai molti interventi nelle scuole (da anni attesi e mai effettuati), ai lavori di efficientamento energetico, alla riaperture di strade, alle opere di ingegneria idraulica su corsi d’acqua, maggiori e minori, necessari per salvaguardare l’ambiente e l’incolumità pubblica.

Così, per parlare di cose concrete e fare qualche esempio: grazie al bando di edilizia scolastica per il triennio “2018-2020”, solo per l’annualità 2018, il Comune di Asti ha “portato a casa” oltre 13 milioni di euro, di cui 3 milioni per la scuola “Buonarroti”, i cui lavori di ammodernamento e messa in sicurezza sono già stati terminati! E, ancora, per rimanere in argomento “scuola”, alla “Cagni” e a quella di corso XXV Aprile sono già stati cambiati gli infissi, e a breve saranno sostituiti anche nelle scuole “Cavour” e “San Domenico Savio”. Poi, per cambiare argomento, in tema di strade, è nota a tutti la modifica della viabilità di Piazza Vittorio Alfieri, mentre, in materia di efficientamento energetico, è stato significativo l’intervento svolto su Palazzo “Mandela”. E, come se non bastasse, sono stati portati avanti anche quegli interventi nell’ambito del bando di riqualificazione delle periferie, il cui finanziamento è stato sì richiesto dalla precedente Amministrazione, ma poi sospeso dal Ministero, sicché, ci si è dovuti rimboccare le maniche e riprogettare nuovamente il tutto per vederlo, ora, realizzato da questa Amministrazione.

L’elenco dei lavori (non di ordinaria manutenzione) è lungo e non ha granché senso ripercorrerlo perché, in fin dei conti, le cose già fatte, o in corso di esecuzione, sono visibili a tutti. E tutto questo, badate bene, è avvenuto grazie alle scelte di questa avveduta Amministrazione e al coordinamento degli uffici comunali, che hanno corso contro il tempo per riuscire a realizzare le opere, tutte utili e finanziate.

Allora, pure in questa prospettiva, confermiamo di essere soddisfatti della scelta, sempre nostra, di aver adeguato-attrezzato l’enofila per ospitare 12 classi della scuola “Jona”: edificio prima inutilizzato e dimenticato, oggi sfruttato e guardato con interesse anche da altri Enti, che, in futuro, potrà rivelarsi una vera “ancora di salvataggio” per tutte quelle altre scuole nelle quali dovremo, inevitabilmente, intervenire con opere non di mera manutenzione ordinaria, bensì decisamente invasive di efficientamento energetico, di adeguamento strutturale e sismico.

E poi, incredibilmente, in queste ore, sbuca una “ramanzina” dagli esponenti della ex Amministrazione, la stessa che ci ha lasciato un’eredità deficitaria su tanti fronti: una piscina comunale, in uno stato di perimento tale da mettere a rischio l’intera struttura, e i cui lavori erano stati appena iniziati; un bando in tema “vino e cultura” con importi tutt’altro che realistici; interventi strutturali mai programmati ad edifici che ne avevano sicuramente bisogno; lavori del tutto parziali. Pensate, si stenta a crederlo, ma la precedente Amministrazione dispose la ristrutturazione del piano terra e primo di Palazzo Ottolenghi, senza prendere in considerazione il piano soprastante!

Ora, quanto è accaduto in questi tempi di pandemia, inevitabilmente, ha inciso – e ancora incide – sul funzionamento della “macchina pubblica” (comunque sempre rimasta efficiente), nonché sulle modalità di esecuzione dei lavori e sui tempi di consegna. Però, basta chiederlo ad un artigiano, e chi lo farà ne avrà conferma, per sapere che i costi dei materiali sono aumentati in maniera significativa e che il loro valore è oggi molto fluttuante, poiché risente dell’instabilità dei mercati, il che rende complicato “mantenere la parola” data e terminare il lavoro nei tempi promessi.

Ma, in tutto ciò, evidentemente, non può esserci né dolo, né colpa dell’Amministrazione, né (presunta) incapacità dell’Assessore e degli uffici; tutto è, ahinoi, “figlio” di un problema mondiale, che nessuna Amministrazione comunale nella storia dell’Italia Repubblicana ha mai dovuto affrontare.
Di tutto ciò l’opposizione avrebbe dovuto tener conto prima di farci la predica!

I Giovani Astigiani