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Asti, la minoranza: “Non ci accontentiamo di interventi “buttati” senza logica qua e là. I soldi pubblici vanno spesi bene”

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato stampa a firma di undici consiglieri di minoranza.


Apprendiamo dal Comunicato Stampa del Comune, relativo ai fondi che arriveranno con il Programma nazionale della Qualità dell’abitare (PinQua) , di due progetti legati all’abitare e alla coesione sociale.
Ci complimentiamo con gli uffici comunali, in particolare con quello di ricerca finanziamenti per aver saputo reperire i fondi ma crediamo che gli interventi previsti meritino, prima della fase di attuazione, un confronto molto ampio per evitare una progettazione che porti in sé una visione disordinata del futuro di importanti aree e di servizi utili alla città.

Nel comunicato stampa del Comune si dice che “sono due progetti ammessi ai finanziamenti per un totale di 23 milioni di euro è l’obiettivo è quello di ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale”.
I due progetti sono di 10 milioni e 117000 euro il primo e 13 milioni e 526 Mila euro il secondo.
Premesso che sicuramente le case popolari Lina Borgo necessitano di interventi di riqualificazione, la realizzazione di un dormitorio maschile nell’ex Trovamici ci trova particolarmente perplessi.
E’ un gettare la spugna su una struttura che ha segnato la storia educativa della città, è consegnare una problematica in più a spazi in cui già si concentrano problematiche sociali.
Insomma è un po’ come concentrare la povertà in un unico stabile e abbandonare l’idea che servizi educativi e spazi di case popolari possano convivere.

Dal comunicato stampa apprendiamo anche che lo Spazio Vinci, oggi sede del CPIA, verrebbe ad assumere una conformazione articolata tra servizi che ben poco hanno a che fare gli uni con gli altri.
Se Il CPIA, da anni, reclama spazi scolastici adeguati al crescente numero di studenti e si dimostra sempre più capace di attrarre finanziamenti e risorse per l’insegnamento, connotandosi come un vero campus dell’inclusione, della coesione sociale e dell’intercultura, la collocazione di servizi legati alla sanità ne ostacolerebbe lo sviluppo che si sta verificando in questi anni.
E’ evidente che la struttura di Piazza Da Vinci può avere solo una destinazione scolastica in cui far rifiorire laboratori, spazi culturali adibiti al mondo dell’istruzione permanente e utili per la crescita culturale della città.
Ben poco ci azzecca la sistemazione, al suo interno, di un’area dedicata ai servizi per la salute e alla telemedicina, ai quali siamo interessati, ricordando però che esistono spazi inutilizzati presso la Casa di riposo Città di Asti, molto vicini all’Università (sede dei corsi di Infermieristica), e che è annunciato un recupero della ex maternità che può ospitare tali servizi.

Ci chiediamo con quale visione si sia potuto pensare di accorpare servizi così diversi danneggiando una delle eccellenze astigiane.
La carenza di spazi di quella realtà scolastica è risaputa e ha pagato lo scotto di non essere stata inserita, proprio dal Comune, negli edifici che potevano beneficiare di fondi per l’edilizia scolastica.
Anche sulla ex Enofila nutriamo forti dubbi : la creazione di aree adibite a palestra è un fatto a sé o invece si pensa di utilizzare la stessa Enofila e/o la ex Way Assauto per futuri poli scolastici?
A poche centinaia di metri, infatti, la Provincia ha già annunciato la nascita di uno spazio con palestre dedicato proprio al mondo scolastico: stiamo cercando di farci concorrenza tra Enti?
Altro dubbio che poniamo è quello della pista ciclabile (finanziata anch’essa con questo progetto). Ci risulta che fossero già previsti altri fondi, di carattere regionale e nazionale, per il completamento e la risistemazione delle attuali piste ciclabili.
Osserviamo poi che questi progetti servono a completare cantieri mai ultimati da parte dell’agenzia territoriale per la casa, come il cantiere di via Ungaretti.

Insomma: questi 23 milioni vanno a coprire le inefficienze storiche dell’amministrazione, la mancanza di cura per gli edifici popolari, i cantieri mai ultimati, le scuole escluse dal beneficio di Fondi per l’edilizia scolastica.
Dichiarano la morte definitiva di uno spazio educativo (il Trovamici) che il Comune non è stato in grado di gestire e riattivare nonostante le parole spese a favore delle famiglie e dei bambini; accontentano la proposta di palestre all’interno dell’Enofila dove solo poco tempo fa abbiamo buttato centinaia di migliaia di euro per costruire aule provvisorie che ci chiediamo se verranno smantellate.

Invece di pensare all’Enofila come a un futuro polo scolastico viene annunciato un progetto che non si capisce come si inserisca tra i progetti in atto, la collocazione delle scuole e i progetti futuribili.
Su Piazza Leonardo da Vinci anziché completare una cittadella dell’ istruzione, della Cultura e dell’inclusione si vanno a mischiare servizi: una cosa che ci stupisce perché non succederebbe per nessun’altra scuola.
Insomma si usano Fondi Preziosi che difficilmente avremo in futuro per curare magagne e mancati interventi del passato.

Noi crediamo che debbano essere convocate urgentemente le commissioni congiunte per discutere, prima dell’attuazione del progetto, di come usare bene e non in modo disordinato tali fondi, con una visione organica della città e del suo futuro.
Non ci accontentiamo di interventi “buttati” senza logica qua e là.
I soldi pubblici vanno spesi bene e ,soprattutto, nell’interesse generale.
Non ci saranno, nel prossimo futuro, altri contributi statali così rilevanti.

Asti, 23 luglio 2021
I Consiglieri di minoranza
Angela Quaglia
Mario Malandrone
Maria Ferlisi
Luciano Sutera
Giuseppe Dolce
Mauro Bosia
Michele Anselmo
Massimo Cerruti
Giargia Davide
Giorgio Spata
Martina Veneto