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Lettere al direttore

Angela Quaglia: “Quale Università per Asti?”

Riceviamo e pubblichiamo


Quale Università per Asti?

Leggo sui giornali locali l’imbarazzante vicenda della nomina nel Consiglio di Amministrazione di Astiss: la proposta del Presidente della Provincia Lanfranco, il no di Astiss alla proposta del prof. Massaglia, la nomina di Francesca Ragusa…all’insaputa del presidente della Provincia.
Trovo davvero imbarazzante che intorno all’Università si sia scatenata una tale guerra per la “sistemazione” di potenti locali, come ha ben detto Michele Miravalle nell’articolo apparso oggi.
L’Università dovrebbe essere il luogo più libero del mondo, tutto finalizzato a offrire le migliori opportunità agli studenti e a disegnare il futuro del territorio con corsi unici e strategici e non “duplicati” dalle Università che poi “laureano” i nostri studenti.

Per dirla in soldoni: per quale motivo Asti dovrebbe continuare a spendere circa 2 milioni di euro all’anno per offrire corsi delegati da Torino o dal Piemonte Orientale e che non portano valore aggiunto alla città e al territorio?
In questa riflessione se ne inserisce un’altra che, forse, potrebbe contribuire a sciogliere un po’ di nodi di questa intricata vicenda.

Partiamo da un dato.
Per Astiss (Università di Asti) ci sono due organismi in funzione:
-l’assemblea dei Soci ( paragonabile al Consiglio Comunale) di cui fanno parte la Fondazione CRAsti, il Comune, la Banca di Asti e la Camera di Commercio.
E’ questo l’organismo che detta gli indirizzi, le strategie, le linee guida per lo sviluppo degli studi universitari.
Di questo organismo fanno parte il presidente della Fondazione CRA, il sindaco, il presidente della CRA e il presidente della Camera di Commercio. Non c’è la Provincia che,non avendo quote, non finanzia la spesa universitaria.
L’altro organismo è il Consiglio di Amministrazione, formato da 7 membri. Troviamo di nuovo Sacco per la Fondazione CRA, insieme a Molinaris e Bologna, il sindaco, il Presidente della Banca e il Presidente della Camera di Commercio.

Quali sono i compiti del Consiglio di Amministrazione?
Quelli di amministrare: predisporre i bilanci, valutarne l’efficacia, elaborare proposte migliorative.
Un po’ come fa ( o dovrebbe fare) la Giunta, in Comune, rispetto al Consiglio Comunale.
Di questo organismo fa parte anche la Provincia come Ente sostenitore.
Ed è qui che si è innescata la vicenda della nomina contestata.

Detto ciò, credo che sarebbe più funzionale e più rispondente alle esigenze operative dell’Università stabilire che nell’Assemblea dei Soci entrano a pieno titolo gli Enti che finanziano, unendo anche la Provincia come Ente sostenitore, mentre nel Consiglio di Amministrazione potrebbero essere nominate personalità della cultura, dell’Università, della società civile e imprenditoriale e non rappresentanti politici “fotocopia” dall’Assemblea dei Soci.

Una piccola rivoluzione che farebbe chiarezza sulle competenze ed eviterebbe la duplicazione degli incarichi, specialmente in questo ambito!

Con viva cordialità.

Angela Quaglia- CambiAMO Asti