Quantcast

Uniti si può: “Asti, cosa aspetta il Sindaco a mettere mano alla ricostruzione della struttura comunale?”

Riceviamo e pubblichiamo


La gestione del suolo pubblico è una faccenda maledettamente difficile e piena di complicazioni. Gestire suolo e sottosuolo da parte di un’Amministrazione comunale, con la A maiuscola, richiede una struttura fatta di dirigenti, tecnici e impiegati amministrativi. Oltre a questa “macchina” funzionante occorre un altro indispensabile fattore: un (o una) Assessore competente, possibilmente anche lui/lei tecnico che sappia presentare bene in Giunta la realtà, appunto, del “suolo da gestire”. Ovviamente occorre un Sindaco disponibile a delegare, che creda nella sua squadra e si fidi del soggetto al quale ha affidato la delicata “delega ai lavori pubblici”. Insomma un bravo Sindaco non deve mai pensare che, qualora circondato da mediocri, nessuno potrà “far ombra” al Re. Sarebbe un ragionamento medievale, la storia ci ha insegnato come talvolta il Re finisca per essere nudo.

Quale è la realtà del Comune di Asti dal punto di vista tecnico e gestionale del territorio? Un buco che si apre in una strada, in considerazione delle piogge degli ultimi giorni, può essere un fatto normale, anche se in Via Rosselli pochi mesi or sono era crollato un albero che poteva anche far presagire ad una situazione del sottosuolo quantomeno da verificare. Pensiamo che la situazione sia molto più complessa di questo singolo episodio, da sommare però ai tanti altri verificatesi negli ultimi anni, oltre al senso di abbandono e incuria della città di cui gli astigiani hanno sentore.

Conosciamo anche la situazione degli Uffici comunali e il valore di quanti, sempre di meno, vi operano; questa nostra presa di posizione, non mira certo a trovare colpevoli negli Uffici bensì mira a porre in evidenza una situazione degli organici comunali ormai insostenibile e rispetto alla quale questa Amministrazione ha fatto ben poco.
Un Comune che perde dirigenti e non li sostituisce, che perde quadri intermedi e non li sostituisce, che perde tecnici, perde impiegati amministrativi, insomma un Comune impoverito e sempre più ridotto nei ranghi, non può fare fronte ed occuparsi di un territorio vasto, collinare e complesso come quello di Asti.

Da tempo chiediamo al Sindaco di agire, di reintegrare gli organici mancanti, di provvedere all’indizione dei concorsi, insomma di adeguare gli uffici alle necessità e ai problemi anche gravi di mantenimento e manutenzione del territorio. Il nostro grido di allarme è rimasto pressoché lettera morta!
Fin dall’inizio della tornata amministrativa abbiamo sollevato il problema del Cavalcavia Giolitti, ancor prima del crollo del ponte Morandi. Sono passati 4 anni di annunci e promesse, bilanci preventivi e consuntivi discussi in Consiglio comunale, mastodontici Piani Triennali fatti con il “copia incolla” e poi il Recovery Plan, anch’esso frutto del “copia incolla”, e il Cavalcavia Giolitti è sempre lì a mostrare le sue armature in ferro arrugginite e consunte e ci risulta che anche questa volta non sarà la volta buona di veder partire i lavori di ripristino e messa in sicurezza. Motivo: pochi i soldi messi a disposizione. Cosa aspetta il Sindaco a mettere mano alla ricostruzione della struttura comunale? Quale eredità vuole lasciare?

Il Gruppo consiliare UNITI SI PUÒ
Michele Anselmo – Mauro Bosia.

lavori per buco in via rosselli asti
lavori per buco in via rosselli asti
lavori per buco in via rosselli asti