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Sciopero della fame del maestro Giampiero Monaca a difesa del progetto Bimbisvegli a Serravalle d’Asti

Da oltre dieci giorni il maestro Giampiero Monaca ha intrapreso un digiuno ad oltranza, in attesa nonviolenta di una risposta definitiva sul futuro del progetto Bimbisvegli nel plesso di scuola primaria di Serravalle d’Asti (V circolo didattico).

Si tratta dell’ultima tappa di un percorso iniziato diverse settimane fa con l’invio di una lettera al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e un presidio davanti all’ingresso della scuola.

L’esperienza didattica di scuola aperta e diffusa all’aperto si è insediata quattro anni fa in questa frazione, trasferendo il progetto Bimbisvegli nato e sviluppatosi nei precedenti 12 anni in un’altra scuola astigiana ad opera dello stesso insegnante Monaca insieme ad altri colleghi. “Nonostante il notevole successo dal punto di vista di iscrizioni e attenzioni da parte di esperti e professionisti del settore educativo, pedagogico, scolastico ed istituzionale, il progetto sta subendo da due anni, mutilazioni formali, tali da pregiudicarne l’esistenza” afferma Monaca.

La questione sta andando oltre i confini provinciali diventando materia di discussione non solo regionale (è stata inviata una lettera al dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Fabrizio Manca) ma addirittura nazionale. Oltre alla lettera indirizzata al Ministero, il capogruppo LeU alla Camera, On. Federico Fornaro, ha depositato una interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro Bianchi chiedendo “se non ritenga utile valorizzare l’esperienza di questa piccola scuola e inserire il metodo Bimbisvegli tra le tante realtá di sperimentazione e di valorizzazione delle avanguardie educative”. L’On. Lucia Azzolina, ex ministra dell’Istruzione, ha inoltre recentemente confermato, attraverso i suoi social, il suo sostegno ed apprezzamento per questa pratica didattica in cui – ha scritto – “Si utilizzano gli spazi naturali come vero ambiente di apprendimento interdisciplinare, con ampio spazio dedicato alla manualità, alla scoperta, alla creatività, al protagonismo dei bambini. Questa pratica è una delle tante eccellenze educative del Paese. Da valorizzare, raccontare e sostenere”.

Il disagio di Monaca e degli altri insegnanti del progetto è condiviso anche dalle 43 tra le famiglie delle alunne e alunni, che in queste settimane si sono schierate a fianco del maestro nella protesta.

Quello che vogliono capire è se  una realtà didattica come Bimbisvegli possa esistere in ambito di scuola pubblica, attivando opportuni accorgimenti per tutelarla anche da un punto di vista amministrativo e burocratico, oppure se essa debba scomparire.

Riguardo al digiuno iniziato lo scorso 6 giugno Monaca afferma: “Ho voluto darne notizia a digiuno iniziato per potermi concentrare , intimamente, in un percorso introspettivo alle radici dell’essenza del mio impegno e degli ideali cui tendo. Questi giorni hanno rafforzato e determinato la mia convinzione del perseguire questa strada, di rinuncia all’alimentazione organica per affermare in ogni modo che la vera fonte di energia e di forza sta negli ideali che mi muovono. Non posso mentire, non cambierei mai modo di fare ed essere maestro, passo ad altri la responsabilità di decidere se io possa continuare a farlo, qui a Serravalle d’Asti: comunità in cui credo e che ha creduto fortemente in questa avventura. Non tradirei mai il mio impegno preso con loro: le bimbe e i Bimbisvegli non abbandonano Serravalle.”