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Piemonte, modifiche al Piano di controllo faunistico

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Il recepimento della sentenza della Corte costituzionale 21/2021, che incide sull’organizzazione dei piani di controllo faunistici, è stato al centro dell’esposizione delle disposizioni su caccia e agricoltura, da parte dell’assessore Marco Protopapa, con la quale si è conclusa l’illustrazione, in prima Commissione, del disegno di legge 143 “Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale anno 2021”.

Come annunciato dal presidente della Commissione, Carlo Riva Vercellotti, si passerà poi alla discussione generale, in attesa delle osservazioni relative alle consultazioni online che si chiudono il 17 giugno.

L’assessore ha spiegato i punti fondamentali di sua competenza e introdotti nel disegno di legge. Si recepisce quanto previsto dalla sentenza 21 del 2021 della Corte costituzionale che consente di utilizzare le guardie venatorie volontarie e i cacciatori che abbiano acquisito una formazione specifica, per l’attuazione dei piani controllo faunistici. Si inseriscono norme propedeutiche alla realizzazione dei nuovi regolamenti per i consorzi irrigui e di tutela delle acque anche per consentire eventuali interventi economici strutturali. Vi sono pure disposizioni per la difesa fitosanitaria volte a migliorare la protezione delle api e degli insetti impollinatori. Si vuole anche ristrutturare l’organico del settore antisofisticazione, con l’assorbimento nei ruoli regionali del personale provinciale del quale attualmente si sta avvalendo la Regione.

Sui vari punti vi sono stati gli interventi di alcuni consiglieri che hanno chiesto chiarimenti: Sarah Disabato (M5s) che, tra le altre, auspica un’inversione di tendenza rispetto alla discussione in Aula dell’analoga legge di riordino dello scorso anno, quando vennero incrementate, con degli emendamenti, le specie cacciabili. Giorgio Bertola (M4o), invece, definisce peggiorativa la modifica normativa che verrebbe introdotta con il recepimento della sentenza della Corte costituzionale, continuando anche nell’errore di legare la questione della gestione della presenza dei cinghiali sul territorio all’attività venatoria. Bertola ha anche annunciato che con l’ordine del giorno 580, del quale è primo firmatario, si mira a una moratoria del prelievo venatorio.

Alberto Avetta (Pd) ha sottolineato l’importanza di tener conto delle diverse situazioni, tra i vari territori provinciali, in merito alla questione del contenimento del numero dei cinghiali. In particolare se si è pensato ad analizzare quale può essere il modello più efficace di organizzazione.
Dai banchi della maggioranza sono intervenuti alcuni consiglieri per sostenere l’operato dell’assessore e degli uffici della Giunta regionale: Federico Perugini, Gianluca Gavazza e Matteo Gagliasso (Lega). Anche Perugini ha annunciato un ordine del giorno sulle problematiche di sicurezza e contenimento della fauna selvatica.
Il 28 giugno è stata individuata come data limite per la presentazione degli emendamenti mentre sono stati individuati come relatori, Gagliasso (maggioranza), Disabato e Maurizio Marello (Pd) per le opposizioni ai quali si aggiungerà un esponente del gruppo M4o.

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