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Linee guida per il recupero di rifiuti organici

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Recupero rifiuti organici per biogas e biometano: la Giunta ha presentato oggi in Commissione Ambiente (presidente Angelo Dago) la delibera con le linee guida per la valutazione della sostenibilità ambientale e territoriale di impianti di recupero del rifiuto organico per la produzione di biogas e biometano. Si è reso necessario – hanno spiegato i funzionari del settore – fissare dei criteri per garantire un razionale utilizzo del territorio ed evitare una eventuale proliferazione di impianti, concentrati in alcune zone, sostenendo soltanto le iniziative realmente in grado di assicurare benefici ambientali.

Vengono quindi stabiliti specifici criteri di sostenibilità territoriale e ambientale mentre la valutazione dei progetti rimane di competenza delle Province e della Città metropolitana di Torino. I criteri più significativi sono la mitigazione e la compensazione degli impatti ambientali, generati dal trattamento di rifiuti organici e dal loro trasporto, con particolare riferimento alle emissioni in atmosfera e fonti di possibile odore, fino al consumo di suolo, passando per l’effettivo fabbisogno locale di trattamento del rifiuto organico.

Le linee guida tengono conto delle indicazioni contenute nel piano regionale che promuove la valorizzazione dell’impiantistica privilegiando eventuali potenziamenti o ristrutturazioni funzionali a massimizzare il recupero della frazione organica trattata con il recupero di energia; per le frazioni di rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata destinati al riciclaggio e al recupero è sempre ammessa la libera circolazione sul territorio nazionale al fine di favorire il più possibile il loro recupero privilegiando, anche con strumenti economici, il principio di prossimità agli impianti di recupero.

Le aree agricole sono utilizzabili solo nel caso in cui non esistano altre possibilità di localizzazione e a fronte di adeguate misure di compensazione in grado di incrementare il valore ambientale delle aree confinanti. È necessario assicurare la protezione della popolazione residente dagli impatti cosiddetti “odorigeni”, dovuto alle fasi di trasporto e movimentazione dei rifiuti, localizzando l’impianto fuori dal territorio urbanizzato. La distanza minima da rispettare per l’insediamento di nuovi impianti è di 500 metri dal confine dell’impianto.

In caso di maggiori emissioni – in accordo con le amministrazioni locali – si prevedono l’attivazione di progetti di riforestazione per l’assorbimento di anidride carbonica.

Il progetto dell’impianto deve prevedere sistemi che impediscano fuoriuscite di odori; inoltre la maturazione del compost e lo stoccaggio del sovvallo proveniente dalla fase di raffinazione devono essere effettuate in aree chiuse e tamponate con aspirazione e trattamento delle arie esauste.

Al termine dell’illustrazione sono intervenuti i commissari Giorgio Bertola (M4o) che si è detto soddisfatto della deliberazione che farà in modo di frenare il proliferare degli impianti, Carlo Riva Vercellotti (Fi) che ha chiesto chiarimenti sulle distanze tra gli impianti e i centri abitati e Sean Sacco (M5s) che ha auspicato la riduzione per il futuro della produzione di rifiuto organico.

Image by ADMC from Pixabay

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