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Coldiretti Piemonte fa il punto in occasione della Giornata mondiale della desertificazione: “Interventi mirati per combattere la siccità”

La siccità rappresenta l’evento climatico avverso più rilevante per l’agricoltura italiana con un danno stimato in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della Giornata mondiale della desertificazione istituita dalle Nazioni Unite per il 17 di giugno e dedicata quest’anno proprio al problema della carenza idrica.

Nonostante i cambiamenti climatici, l’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattiene solo l’11%.
Un lusso che non ci si può permettere in una situazione in cui con l’emergenza Covid l’acqua è centrale garantire l’approvvigionamento alimentare in uno scenario globale di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti e speculazioni che spingono la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per assicurare l’alimentazione delle popolazione – commentano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Proprio per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie abbiamo elaborato e proposto per tempo un progetto concreto immediatamente cantierabile: un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale. Servono, quindi, interventi strategici per la realizzazione di infrastrutture a partire dai bacini di accumulo, come proposto dalla Coldiretti e, non a caso, inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) varato dal Governo Draghi”.

L’idea è di costruire senza uso di cemento, per ridurre l’impatto l’ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione. Il piano della Coldiretti sulle risorse idriche per il Recovery Plan punta alla transizione verde in modo da risparmiare il 30% di acqua per l’irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030. Un progetto ideato ed ingegnerizzato e poi condiviso con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti con il coinvolgimento anche di Università.