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Asti, alla Scuola Popolare si parla di Recovery Fund

Nuovo appuntamento con la Scuola Popolare, il ciclo di appuntamenti di approfondimento e riflessione organizzato dalla parrocchia Nostra Signora di Lourdes in collaborazione con il Progetto Culturale della Diocesi e la Pastorale Sociale del Lavoro.- Questa volta al centro dell’incontro ci sarà un tema più che mai all’ordine del giorno.

Lunedì 7 giugno si parlerà, infatti, di “Recovery Fund” un piano di rinascita, ripresa, resilienza. A tenere le fila della tavola rotonda saranno Mario Fassio, docente di economia e Giulia Macagno, esperta di sviluppo urbano sostenibile. L’appuntamento è alle 21 in doppia modalità, sia in presenza nel salone della parrocchia Nostra Signora di Lourdes, che in videoconferenza sulla piattaforma Webex al link https://bit.ly/2Z8PdbM.

La Scuola Popolare si conferma così uno spazio di confronto quanto mai attuale; con il proprio stile di proposta, informativa e formativa, l’incontro rappresenta motivo di crescita culturale per la nostra collettività e l’occasione per riprendere l’interrogativo posto dagli uffici pastorali del terzo settore “sull’opportunità o meno di mettere per iscritto quanto della nostra esperienza potrebbe essere utile a questo dibattito anche per dar voce a pezzi di società che non sempre si arriva a prendere in considerazione”, ma soprattutto perché “ci pare importante per un verso incoraggiare la partecipazione democratica e civile su un appuntamento così rilevante per il futuro, per l’altro verso sensibilizzare la Chiesa locale ad interessarsi anche di quanto capita al di fuori dei confini ecclesiali”, come spiegano gli organizzatori.

Di seguito alcune riflessioni sul Recovery Fund Il coordinatore degli uffici pastorali del “terzo settore”, don Dino Barberis
In questi mesi si sta definendo per l’astigiano il Piano strategico per lo sviluppo territoriale della provincia di Asti, da porre in relazione alle indicazioni del PNRR e recentemente sono state rese pubbliche le conclusioni dei tavoli di lavoro presso Asti Studi Superiori, che, attraverso una precisa metodologia, ha individuato le principali linee strategiche per il piano stesso.
Come comunità diocesana abbiamo diverse opportunità di riflessione e di contatto con le persone, in particolare quelle che fanno più difficoltà, ma non solo. Ci siamo interrogati sull’opportunità o meno di mettere per iscritto quanto della nostra esperienza potrebbe essere utile al dibattito, anche perché ci sentiamo di dar voce a pezzi di società che non sempre si arriva a prendere in considerazione.
Per questo motivo con gli incaricati di alcuni uffici che sono a più diretto contatto con le problematiche sociali, abbiamo pensato di costruire un percorso per mettere per iscritto tutto questo. Si tratta della Caritas, dell’ufficio per la pastorale della salute, della cultura e delle comunicazioni sociali, del lavoro e della salvaguardia del creato e del servizio Migrantes. Il vescovo, dopo averci sollecitati a procedere in questa direzione, nell’omelia per la messa della città del patrono S. Secondo ci ha indicato anche alcune direzioni di marcia. In particolare ci proponiamo di:
– individuare gli argomenti sui quali ci sentiamo più sensibili e competenti, senza la pretesa di dire qualcosa su tutto il piano;
– individuare le proposte strategiche sulle quali si vorrebbe che la comunità diocesana si pronunciasse con modalità da definire;
– coinvolgere parrocchie, associazioni e organismi di partecipazione della diocesi per poter raccogliere le opinioni a più ampio raggio;
– corredare queste opinioni con testimonianze personali e storie di vita, per dare carne e sangue alle idee.
Inevitabilmente i tempi non saranno brevi e probabilmente quando concluderemo questo percorso molte cose saranno già decise. Però ci pare importante per un verso incoraggiare la partecipazione democratica e civile su un appuntamento così rilevante per il futuro, per l’altro verso sensibilizzare la Chiesa locale ad interessarsi anche di quanto capita al di fuori dei confini ecclesiali.
Offriamo pertanto la nostra disponibilità al confronto con enti e istituzioni che sono coinvolti nella stesura del piano.