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Una secchiata d’acqua riaccende i riflettori sul V22, il gestore: “Provate a osservarmi dalle vostre finestre”

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Una secchiata d’acqua mentre era seduto al dehors del Bar V22, in via Brofferio, ad Asti. E’ quanto è successo ad un avventore del locale nella serata di ieri, domenica 9 maggio, segnalato alle Forze dell’Ordine. Sul posto infatti è intervenuta la Polizia dopo che il cliente del bar cui è capitata questa disavventura ha telefonato al 112 per denunciare il fatto, frutto di un clima di tensione sempre più elevata. Questo episodio, infatti, porta alla luce una situazione divenuta ormai di dominio pubblico di ciò che sta avvenendo nel centro di Asti, con tensioni tra i gestori del locale ed i condomini.

Il clou della questione risale allo scorso 30 aprile 2021 quando l’androne del palazzo in cui è situato il locale e lo stesso locale sono stati presi di mira da una banda di vandali che ha causato danni ed imbrattato con residui “corporei” le aree in cui sono riusciti ad accedere. Un gravissimo episodio su cui i gestori del bar, Nicholas e Franco Vessoso, ci hanno inviato la loro versione, perché non vogliono, in alcun modo, che questi vandali possano essere associati alla loro clientela.

“I Carabinieri e la Polizia sono intervenuti nella via del locale la mattina del giorno dopo, quando i residenti del nostro condominio si sono resi conto dei danneggiamenti effettuati da questa banda di vandali.– spiegano i Vessoso in una lettera giunta in redazione – Facciamo presente che anche il nostro locale ha subito danneggiamenti alla struttura esterna a cui ha fatto seguito la nostra denuncia presso la Questura di Asti.

Questi teppisti non fanno assolutamente parte della nostra clientela e non sono stati presi provvedimenti nei confronti del locale, completamente estraneo a tali eventi.
Per questo motivo le Forze dell’ordine hanno deciso di effettuare controlli più frequenti proprio nei pressi del nostro bar per evitare una eventuale ripetizione di questi spiacevoli fatti.

Per quanto concerne il rispetto delle norme anti Covid, i nostri clienti sono informati e rispettosi delle regole relative al DPCM da noi esposte. Non possiamo essere ritenuti responsabili per eventuali assembramenti da parte di persone estranee alla nostra clientela. Ricordiamo infine che tutte le Forze dell’ordine sono a conoscenza dei fatti e collaborano tempestivamente con il nostro locale per mantenere il decoro cittadino.”

Dopo questo episodio, la domenica, vedendo assembramenti davanti al proprio locale, i gestori hanno chiamato loro stessi le Forze dell’Ordine. “Domenica sera – spiega Nicholas, giovane 24enne che ha deciso di avviare questa attività in piena pandemia – ho effettuato una chiamata alle forze dell’ordine per segnalare assembramenti, davanti al mio locale, che io non riuscivo a gestire. Poco dopo la polizia municipale è giunta sul posto e gli agenti si sono occupati di allontanare le persone dal bar dichiarando che era tutto a posto, nessun problema. Il giorno dopo? Arriva il verbale: 280€ e 3 giorni di chiusura per assembramenti da me stesso denunciati. L’intera organizzazione del bar per la settimana successiva, fatta quella stessa domenica sera, completamente stravolta da un provvedimento arrivato lunedì.

Non posso non dichiarare – commenta Nicholas – il mio disappunto a seguito della multa ricevuta e della chiusura che mi è stata imposta. Voglio subito mettere in chiaro che la mia contrarietà per la decisione non nasce tanto dalle motivazioni quanto dalle modalità.”

Nel frattempo, mercoledì scorso, gli amici di Nicholas hanno organizzato una manifestazione (non autorizzata) nei pressi del bar per far sentire la propria vicinanza ma gli stessi gestori hanno invitato i ragazzi a non correre rischi nel mettere in scena una protesta, facendoli desistere dalle loro intenzioni. Nessuna protesta, dunque, ed il bar ha riaperto venerdì.

Ieri sera, la secchiata d’acqua ha riacceso i riflettori sul bar della via e sul clima di tensione che ormai imperversa.

Con le sue parole, Nicholas si rivolge agli abitanti del quartiere: “Voglio lanciare un appello a chi si lamenta: provate a osservarmi dalle vostre finestre dalle 22 in poi, quando, uscendo dal locale, mi occupo di raccogliere quei pochi bicchieri per terra e sciacquare dove a qualcuno può essere caduto un drink.
Provate a osservarmi mentre esco dal locale, sfinito dalle continue mediazioni con polizia e carabinieri.
Provate a chiudere gli occhi e pensare ai voi di qualche anno fa. Provate a smettere di pensare che i giovani d’oggi, di cui molto probabilmente voi siete i genitori o i nonni, siano il male solo perché, dopo un anno, possono finalmente uscire dalle loro case, respirare un po’ di aria fresca e bersi un drink al v22.”

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