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Come è stata la DAD per te?

Intervista di una dodicenne a studenti, docenti e genitori

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Per rispondere agli interrogativi di molti su scuola e DAD, Sara, dodicenne studentessa della scuola Media Parini di Asti, ha chiesto l’opinione di alcuni alunni, professori e genitori.


Queste sono alcune risposte alla domanda “Come è stata la DAD per te?”:
• Giulia C. 12 anni classe I: “La DAD per me è stata abbastanza brutta, perché non si ha il contatto con i compagni”.
• Alessandra M., professoressa scuola secondaria primo grado: “Pesante. Difficile assistere a distanza gli alunni con difficoltà, specie se si svolge la mia attività (docente di sostegno). È andata meglio quando ho lavorato in piccoli gruppi a distanza (gruppo sostegno su classroom)”.
• Bader K. 12 anni classe I: “Per me e stata abbastanza normale, cioè nel senso che si deve studiare lo stesso. L’unica cosa brutta è che non posso vedere i miei compagni”.
• Iacopo V. 12 anni classe I: “Secondo me non è stata molto bella, di sicuro era molto meglio in presenza”.
• Sabrina R. 12 anni classe I: “Allora… sinceramente preferisco in presenza, la vita in DAD è difficile, a volte non si capisce quello che dice la professoressa”.
• Alice M., insegnante delle scuole superiori: “La DAD secondo me è stata molto stressante e poco proficua”.
• Maria Pia L. Scuola elementare V anni 10: “Dal 15 di marzo, abbiamo dovuto di nuovo iniziare a fare la didattica a distanza …che noia!! È andata abbastanza bene ma non vedendo gli amici, stando chiusi in casa e non potendo uscire è diventata una cosa insopportabile!”.
• Chiara B., insegnante delle scuole superiori e mamma: “Come insegnante di scuola superiore la DAD può essere utile solo per tempi brevi e ristretti e solo per alcune attività, ma non risulta assolutamente equivalente alla didattica in presenza; come mamma altrettanto, potrebbe essere utile in periodi particolari, anche legati allo stato di salute dei figli, ma solo per situazioni particolari”.
• Alberto 20 anni Università: “L’università con la DAD non ha fatto altro che accentuare la selezione degli alunni. Alcuni si sono anche persi di coraggio…”.
• Davide 15 anni 2a superiore: “Avere 15 anni in questo periodo è la peggior congiuntura che possa capitare: no sport, no uscite, niente scuola in presenza, se i genitori vanno a trovare i nonni io non posso andare perché ho più di 14 anni. Solo DAD in parte per la prima superiore e quasi tutta la seconda…. Imparare attraverso uno schermo è più difficile è tutto più distante, disumanizzato”.

In sintesi…
Studiare in DAD è più complicato perché manca un elemento importante: stare insieme a scuola. La scuola è molto più di un edificio, è molto più di banchi e cattedre. Sono i nostri compagni e le insegnanti che ci accompagnano per anni. Sono le battute fuori classe, gli scherzi, gli errori…l’amicizia che nasce da un sorriso, come è successo a me con Giulia.
La scuola non può solo limitarsi a insegnarmi quanto fa due più due, ma a farmi provare tutte quelle emozioni che una scatola, se pur digitale non può dare.
Mi chiamo Sara ho 12 anni e faccio la 1 A alla scuola Parini e mi piace andare a scuola.
Mi piace vedere i miei amici e stare insieme a loro …mi piace ridere e scherzare con le compagne.
Mi piace l’intervallo per andare in giardino (quando si può) e ridere di una battuta. Mi piace ridere più di ogni altra cosa.
Studiare sola in una stanza guardando i miei compagni chiusi in una scatola…non è scuola. La scuola non può essere una scatola.
Ho fatto pochissima DAD, ma con estrema sicurezza posso dire che togliere a noi ragazzi la possibilità di stare insieme e come togliere l’acqua alle piante…o sei un cactus o muori.

Sara B., scuola Parini IC3 Asti, 12 anni

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