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Lettere al direttore

“Basta illudere le persone ipovedenti”: Renata Sorba dell’Apri Asti replica alla cantante Annalisa Minetti

Riceviamo e pubblichiamo.


Non è la prima volta che un’artista conosciuta e famosa come Annalisa Minetti si espone nelle trasmissioni televisive per promuovere prodotti tecnologici di cui l’interessata offre a un pubblico vasto vendendoli come la soluzione e sostituendo la parola “supporto logistico” con “vedere”.

La signora Minetti ancora una volta ha esposto un ausilio come se fosse la sostituzione della vista. Questa sua iniziativa ha scaturito, tra i disabili visivi e nello specifico nei non vedenti, una reazione negativa e di rabbia.

Nulla le vieta di presentarsi come ospite nei programmi televisivi con un prodotto per lei utilizzabile ma non deve però andare oltre alla sua utilità. Tanti famigliari e disabili visivi hanno recepito il suo messaggio come se fosse la guarigione di una malattia invalidante. La signora Minetti sicuramente percepisce un compenso per pubblicizzare
questi tipi di oggetti che però sono già presenti sul mercato da molto tempo ma non permettono a un non vedente di tornare a vedere come dovrebbe.

Ho ricevuto diverse chiamate di famigliari e amici che avevano ascoltato la sua intervista pensando che potesse essere la soluzione del mio problema. Tanti non vedenti invece mi hanno contattata per esprimere il loro disagio e dissenso per il messaggio che ha lanciato la signora in questione. Siamo in un mercato libero dove tutti possiamo essere autorizzati a pubblicizzare app e ausili ma non facciamo credere quello che non è.

Invito la signora Minetti ad essere più accorta e a non vendere false speranze. Le associazioni di categoria, di cui sono anche Presidente, hanno il compito di informare e promuovere campagne di sensibilizzazione, convegni scientifici, dimostrazioni materiali tiflotecnici e attivare raccolte fondi per la ricerca per garantire una possibile ed eventuale guarigione dalle diverse malattie invalidanti che precludono o annullano la possibilità di vedere. Tutto ciò che riguarda invece la tecnologia, finora, sono strumenti utili ma di supporto e che non possono sostituire gli occhi.

Chiedo pertanto non solo alla signora Minetti, che ne fa una ragione di vita e forse anche di vitalizio il suo operato, ma anche a chi non si fa nessuno scrupolo ad illudere non solo i diretti interessati che sono colpiti da questa menomazione ma anche i famigliari e gli amici che li circondano e che sperano in una guarigione per essi.

Invito tutte le persone che sono sensibili a queste problematiche a consultarsi sempre con i medici competenti e con le associazioni di categoria, come APRI ASTI, che si impegnano quotidianamente per tenere informati i propri soci e famigliari sulle novità e sulle eventuali possibilità di guarigione.

Renata Sorba – presidente Apri Asti


Di seguito il video di Renata Sorba che replica ad Annalisa Minetti