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Le linee ferroviarie piemontesi sospese al centro di una campagna di comunicazione sulla mobilità sostenibile

Con #futurosospeso un viaggio a tappe che comincia con l'Asti-Chivasso

I binari non si vedono più. Ricoperti da vegetazione, da rovi e alberi crollati. I caselli sono ridotti ad un ammasso di macerie: mattoni e coppi che cercano di resistire al maltempo e all’indifferenza. Di tanto in tanto alcune stazioni cercano di reinventarsi, cambiando destinazione d’uso e diventando ad esempio ristoranti: stoiche testimonianze di un tempo passato.

ferrovie sospese asti-chivasso

Siamo sull’Asti-Chivasso, una delle 15 linee ferroviarie sospese del Piemonte. Proprio da questa linea è partita la campagna #futurosospeso cui hanno aderito numerose associazioni e comitati, tra cui Legambiente, Co.M.I.S., Fridays for Future, Forum Salviamo il Paesaggio. Si tratta di una campagna che ha l’obiettivo di informare e porre l’attenzione sul problema delle linee ferroviarie sospese in Piemonte.

Per linea sospesa si intende una linea dove non circolano treni ma in cui l’infrastruttura è esistente. Una linea sospesa è come se fosse stata messa in congelatore pronta ad essere riutilizzata, diversamente da una linea dismessa che non è più demanio ferroviario e può essere usata per altri scopi.

Sospesa significa quindi che si trova in un limbo, tra la vita (la sua riattivazione) e la morte (la sua dismissione). Una realtà in bilico tra un passato di attività, un presente di incuria e un futuro incerto che sembra avere come obiettivo la loro trasformazione in piste ciclabili: un progetto fortemente sostenuto dalla Regione Piemonte, abbracciato da alcuni amministratori locali, ma contrastato da diverse realtà associazionistiche come Legambiente stessa, che vede nella politica regionale un allontanamento dalla vera sostenibilità che servirebbe per un rilancio del territorio.

Ieri, lunedì 5 aprile, è iniziato questo viaggio virtuale che ogni lunedì, fino al 10 maggio, porterà  alla scoperta di alcune di queste linee sospese e delle motivazioni per cui, secondo i sostenitori della campagna, la loro riattivazione sarebbe importante.

ferrovie sospese asti-chivasso

Prima tappa è stata l’Asti-Chivasso: un binario non elettrificato, inaugurato nel 1912,il cui servizio è stato interrotto nel 2011 e che si snoda per 52 km da Asti, passando per Serravalle, Settime-Cinaglio-Mombarone, Chiusano-Cossombrato, Montechiaro d’Asti, Sant’Anna di Robella, Cocconato, Brozolo, Cavagnolo-Brusasco, Monteu da Po, Lauriano, San Sebastiano Po e arrivando a Chivasso.

La linea collega quindi due grandi centri e secondo i sostentori di #futurosospeso si trova “incastonata in un’area che gode di una potenziale e ampia attrattività turistica, non solo dal punto di vista paesaggistico”. Secondo quanto evidenziato per la sua riattivazione servirebbero interventi di messa in sicurezza nelle gallerie di Cortanze e Brozolo oltre al rinnovo dei binari ed al ripristino di tutti gli impianti e le apparecchiature danneggiate o asportate.
La sua sospensione era stata dettata da “un servizio svolto in modo poco attrattivo, con orari insufficienti, bus in concorrenza con il treno e negli ultimi tempi di esercizio frequenti soppressioni”.

Per #futurosospeso dovrebbe essere riattivata per diminuire il traffico veicolare, ridurre il tempo di percorrenza e creare sviluppo per il territorio: “La situazione sanitaria dovuta alla qualità dell’aria nella regione Piemonte è critica, e buona patte del problema è rappresentato dal traffico veicolare. Riaprire la ferrovia permetterebbe di ridurre le emissioni inquinanti. Rispetto agli sposta menti in auto, che possono dilungarsi causa traffico, con il treno le tempistiche sarebbero fisse. Con il treno si garantisce accessibilità ai territori attraversati che presentano una grande attrattività turistica dal punto di vista paesaggistico e artistico. Si potrebbero creare percorsi ciclopedonali sulle strade di campagna per unire i siti di pregevole valore, i santuari, le Big bench installate in luoghi attrattivi e panoramici, e le aziende che offrono ospitalità”.