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Lettere al direttore

“Il sindaco della Liberazione Felice Platone sapeva di Mussolini, ma lavorava…”

Riceviamo e pubblichiamo.


Caro Direttore,

Ho letto con interesse il comunicato pubblicato in data odierna del gruppo di minoranza consigliare unito. Dove scrivono che Felice Platone, sindaco alla Liberazione, probabilmente nemmeno lo sapeva della cittadinanza onoraria di Mussolini.

Per verità storica questo non corrisponde vero. Felice Platone, proprio in quegli anni dal 1922 al 1925, dopo un iniziale partecipazione nel Partito popolare astigiano di Don Sturzo passò nel partito comunista. Farà poi la Resistenza. Sapeva benissimo.
Probabilmente non gli interessava nemmeno, perché nel Dopoguerra, in Comune, avevano ben altro a cui pensare. La pacificazione e la ricostruzione.

Si tenga conto poi che dopo il 25 aprile tutto venne abrogato, oggi diremmo resettato. Quindi di fatto tutto fu cancellato. In parte con l’epurazione degli uffici pubblici. Per alcuni mesi anche con la forza. Non dimentichiamo poi che lo stato, nel giugno 1946, si trasformò in Repubblica. L’alta Corte di Giustizia, per esempio, si pronunciò più volte per le sanzioni contro il fascismo e processò gli ex senatori decaduti. Tra i senatori astigiani decaduti vi era Vincenzo Buronzo, moncalvese, già podestà di Asti.
Platone sapeva. Non so dire i successori Dc tipo Giovanni Giraudi che combattè a Cefalonia. Chi lo sapeva, sono tutti i sindaci dopo il 1998, quando Angelo Marchisio e il sottoscritto su La Stampa svelammo del Duce e di Badoglio.

A ulteriore pacificazione è poi intervenuta, il 22 dicembre 1945, la cosiddetta “Amnistia Togliatti”, che ha chiuso i conti della guerra civile.
I problemi, semmai, a parte l’attentato allo stesso Togliatti nel 1948, sono sorti molti anni dopo, cessato il boom economico, con le stragi di destra e le brigate rosse.
Stefano Masino, Asti


Nella foto, fornita dallo stesso Stefano Masino, Felice Platone.