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Lettere al direttore

Dall’Africa ad un’azienda agricola astigiana, passando dalla scuola di Serravalle: la storia di rinascita e speranza di Taiwo

"Perchè lo cercate qui? Lui è risorto!" La storia del migrante Taiwo raccontata dal maestro Giampiero Monaca che diventa una metafora del periodo pasquale

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giampiero Monaca, maestro nella scuola primaria di Serravalle d’Asti.


Perchè lo cercate qui? Lui è risorto!

Devo premettere che, sin da bambino, le letture e le riflessioni domestiche, fatte insieme ai miei genitori sulle letture domenicali del Vangelo e i quasi dieci anni di campi bibbia estivi, vissuti nella comunità di Bose, mi hanno abituato a ricercare e a riconoscere la meraviglia e la sacralità, in primis, nell’umanità quotidiana.

Chi scrisse uno qualsiasi dei testi oggi catalogati come “sacri” per una qualsiasi delle grandi religioni, al momento di scriverlo non si poneva certo il problema della sua futura consacrazione: viveva e coglieva l’Attimo, ne condivideva la Meraviglia ed il Mistero. Raccontava una storia senza porsi il problema di come Questa, sarebbe successivamente, stata colta dai futuri lettori. Diffondeva luce.

Il mistero della Resurrezione pasquale, può anche rimanere un dubbio assolutamente laico, ma ha insegnato alle Marie, in primis, e a molti da lì in poi a “lasciar andare” ciò che diventa inessenziale. Insegna l’appagamento, il non attaccamento. Quando una stagione è passata, quando si è dato e ricevuto tutto, si può e si deve scegliere una strada nuova, indubbiamente orientata da ogni esperienza ed incontro precedente ma Nuova e proprio per questo, ancor più preziosa.

Nei giorni scorsi nella nostra scuola elementare di Serravalle d’Asti, noi insegnanti insieme alle nostre alunne ed alunni, abbiamo vissuto un’esperienza di distacco molto forte. Si è bruscamente interrotta la nostra quotidiana e felice condivisione della strada con Taiwo. Taiwo il migrante, Taiwo che si era offerto per aiutare a ridipingere la scuola insieme ad altri suoi amici, Taiwo cui la commissione migranti ha negato il permesso di soggiorno, Taiwo per il quale le nostre bimbe e bimbisvegli hanno scritto petizioni per riuscire a convincere la commissione a concedere lo status di rifugiato, Taiwo che grazie alla preziosa lungimiranza dell’ufficio servizio civile del Comune di Asti, per un anno è stato assegnato alla scuola di Serravalle come volontario del Servizio Civile con incarico del Ministero degli Interni, Taiwo che sa consolare, Taiwo che intreccia cestini e legami, Taiwo che, silenzioso come un gatto, interviene sempre a proposito interpretando le esigenze e le necessità della situazione, Taiwo che ha scritto una lettera di commiato in cui dichiara di sentire di aver costruito rapporti indissolubil e che immaginare di non incontraci più, per lui equivale a immaginarsi una vita senz’acqua (e lui, che ha attraversato il deserto a piedi ed il mare in gommone, di sete se ne intende) Taiwo, dai nostri ragazzi, definito: un dono.

taiwo

Le nostre strade si sono bruscamente interrotte al termine del periodo di 12 mesi del servizio, svolto insieme ad una incomparabile collega, Alice Dente. Non è più un incaricato del servizio civile, ma al contempo non è più stato riattivato un protocollo ufficiale tra scuola ed Agathon: nonostante i quattro anni di vita insiem,e per la burocrazia, specie in periodo covid, diventa un estraneo, e “gli estranei a scuola non sono ammessi”.
Non ci sarà neppure un suo successore in quanto nel nuovo bando, inaspettatamente, il 5 Circolo ha deciso di richiedere agli aspiranti volontari, come requisito fondamentale per richiedere di svolgere servizio presso una delle proprie scuole, il diploma di maturità superiore. Trovarlo un richiedente asilo con un titolo di studio riconosciuto. Spesso non hanno nemmeno la licenza elementare.

Così per l’anno prossimo, agli alunni di Serravalle sarà totalmente preclusa l’arricchente esperienza umana di poter incontrare il mondo e aprirsi al mondo attraverso l’interazione quotidiana con chi viene da lontano, chi ha negli occhi, nelle mani nei piedi esperienze e umanità diverse dalla nostra, risorse preziose per imparare sin da piccoli come funziona il mondo.

Abbiamo vissuto alcuni giorni di vero sconforto: di buio.
Improvvisa ci viene la notizia: grazie al passaparola tra le famiglie, gli insegnanti ed i loro conoscenti (quella di Bimbisvegli non è solo una modalità didattica scolastica ma un’esperienza di comunità educante in cammino) Taiwo è stato regolarmente assunto presso un’azienda agricola dell’astigiano che sta attivando un’esperienza di eco-didattica, i cui proprietari hanno 5 figli.
Taiwo avrà così modo di mettere a frutto le sue competenze di giardiniere esperto in potatura approfondite con un corso reso possibile dalla società Agathon, le nuove abilità di educazione ambientale ed esperienziale sperimentate e messe a frutto durante quest’anno di scuola aperta ed all’aperto e nel “green campus estivo Bimbisvegli” e ad una propensione a prendersi cura dei più piccoli, certamente innata ma scoperta, da lui in primis, in questi quattro anni in cui il dare ed il ricevere sono stati in assoluta continuità. Cito una fra tutte, tra le esperienze toccanti, la festa di compleanno a sorpresa, organizzata, persino all’insaputa di noi maestri, dalle bimbe e bimbi della scuola, insieme alle famiglie: torte, regalini e regaloni, candeline, commozione, l’impressione che, forse, questa fosse la sua prima vera festa di compleanno.

Tutto questo mi sembra un luminoso, laico ed umanissimo segno di speranza pasquale.
Grato alla vita per essere stato testimone di questo meraviglioso momento per tutti noi, mi sono ritornate alla memoria alcune parole “Mi riconoscerete in un assetato che avrete dissetato, una persona trattata ingiustamente cui avrete fatto recuperare la libertà in un disperato che avrete aiutato a sognare con speranza”. Non semplice elemosina ma riconoscere l’altro con i suoi bisogni ma anche nella sua umanità: entrare in relazione.
Allora tutta questa vicenda assume una dimensione di rinascita e di speranza più ampia di quanto non mi sembrasse prima.

La mancanza fisica di Taiwo dai nostri corridoi e dalle nostre aule sembra aver trovato una ragione ed una finalità superiore. Forse persino il dramma della migrazione la “passione” dei suoi 2 anni di viaggio e di lagher Libico trovano da oggi un senso. Perchè dovremmo cercarlo qui a scuola? Lui è risorto!

Giampiero Monaca