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Consiglio comunale, il PD Asti: “La storia del Sindaco arroccato, che urla dalla torre”

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del PD di Asti in merito alla seduta dell’ultimo Consiglio comune e della Giunta di stamattina.


Nel corso del consiglio comunale del 22 aprile scorso è stata approvata all’unanimità l’attribuzione della cittadinanza onoraria al milite ignoto.
Nella stessa seduta era prevista, all’ordine del giorno, la mozione presentata dalla minoranza ad ottobre scorso contenente la proposta di revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessa nel lontano 1924.
Il Sindaco Rasero e la sua maggioranza hanno votato contro tale mozione, confermando quindi il mantenimento della cittadinanza onoraria astigiana a Mussolini.

Pur di non far passare la mozione della minoranza, peraltro conforme ad altre già approvate in molti Comuni d’Italia, il Sindaco Rasero ha creato un clima di confusione nella seduta, imponendo al Presidente la discussione di un ulteriore ordine del giorno concernente un documento “contro tutti i totalitarismi” lungo ben 8 pagine e presentato soltanto pochi minuti prima dal consigliere Federico Garrone.
Impossibile per i consiglieri informarsi adeguatamente su ciò che veniva chiesto loro di votare e in tal senso si è espresso il Consigliere Sutera in un acceso intervento.
Non solo: prima di assumersi questa grave responsabilità, il Sindaco ha anche chiesto alla minoranza, con atteggiamento quasi ricattatorio, di ritirare la pratica “imbarazzante” che, giova ricordare, è risalente nel tempo avendo subito svariati rinvii.
I consiglieri del Partito Democratico Maria Ferlisi, Luciano Sutera e Giuseppe Dolce, con i propri interventi, hanno tentato, senza esito, di indurre i consiglieri della maggioranza ad una decisione di “buon senso”.

“Vergognosa la discussione – il commento di Ferlisi – e subdoli i modi con cui è stato chiesto il ritiro dell’odg sulla revoca della cittadinanza a Mussolini. Siamo rimasti sconcertati dal modo di agire di un Sindaco che fa il contrario di quello che dice, con una tale disinvoltura e sfrontatezza”.
Da oggi la città di Asti ha tre cittadini onorari che non potevano essere più antitetici: Liliana Segre, il Milite ignoto e Benito Mussolini, vittime e carnefici. Una situazione incoerente e soprattutto gravemente infamante per le vittime e i perseguitati di tutte le guerre.
Veniamo a conoscenza oggi dalla stampa locale che, solo poche ore dopo avere respinto convintamente la mozione sulla revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, il Sindaco, con un abile colpo, ha deliberato in giunta la revoca alla cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, facendo tornare lunedì la pratica in consiglio. Decisione presa evidentemente dopo aver guardato dalla sua finestra e percepito la disapprovazione della Città, ancor più a pochi giorni dal 25 aprile, anniversario della Liberazione.

Un Sindaco che non rispetta le minoranze, alla costante ricerca del consenso, che non ha alcuna considerazione del ruolo del consiglio comunale, che non si accontenta di approvare una buona pratica solo perché non presentata da lui.
Un Sindaco che non è certamente espressione del mondo civico ed impone il suo sfacciato orientamento politico di centro destra.
Nessuna polemica è spianata.
Oggi Asti si è svegliata con la consapevolezza di quale soggetto l’amministra in veste di Sindaco, un Sindaco arroccato sulla sua torre convinto che gli astigiani possano accontentarsi della sua costante presenza mediatica o delle sue capovolte.
Un Sindaco accompagnato da assessori che nulla dicono durante la discussione, evidentemente imbarazzati, e che solo a posteriori si arrogano la paternità di aver revocato quello che solo poche ore fa, in linea con i diktat del loro Sindaco, avevano avallato.
Ebbene no. Alle urla dalla cima della torre contrapponiamo idee, rispetto e razionalità.
Asti, capoluogo di una provincia decorata Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’attività partigiana, merita di più.

Gruppo consigliare PD Comune di Asti

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