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Coldiretti Piemonte, suini: “Chiediamo ai consumatori di verificare l’etichettatura”

Battaglia per la trasparenza insieme alle Associazioni piemontesi Federconsumatori e Movimento Consumatori

A circa 2 mesi dall’entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria, prosegue il trend positivo delle quotazioni dei maiali nazionali, ma è fondamentale che, dopo gli sforzi compiuti per ottenerla, vengano indicate davvero in etichetta, in maniera leggibile, le informazioni relative al paese di nascita, di allevamento e di macellazione, la scritta “Origine Italia” o la dicitura “100% italiano”.

E’ quanto sostiene Coldiretti Piemonte che con il supporto delle Associazioni piemontesi Federconsumatori e Movimento Consumatori porta avanti questa “battaglia” di trasparenza per valorizzare i prodotti Made in Piemonte ed offrire ai cittadini la garanzia di tracciabilità.

“Proprio per questo chiediamo ai cittadini di verificare l’etichetta durante la fase d’acquisto – commentano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale –. E’ necessario intensificare i controlli sugli scaffali di negozi e supermercati per garantire l’effettivo rispetto dell’obbligo di indicazione di origine su tutti i prodotti a base di carne di maiale per tutelare l’intera filiera fino ai consumatori. L’etichetta, fortemente voluta da Coldiretti, obbliga ad indicare la provenienza della carne nei salumi e consente di smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana. Una misura importante per consumatori ed allevatori che devono peraltro confrontarsi con il forte aumento delle materie prime per l’alimentazione degli animali che compromette la sostenibilità economica dell’attività. Un passo aventi molto importante per il Piemonte dove la filiera suinicola conta circa 3 mila aziende, un fatturato di quasi 400 milioni di euro e 1 milione e 200 mila capi destinati, soprattutto, ai circuiti tutelati delle principali Dop italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale. Oggi, quindi, è opportuno più che mai costruire con le agroindustrie presenti sul territorio delle filiere per valorizzare i salumi Made in Piemonte”.