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Lettere al direttore

Cesare Torta: “Cittadinanze scomode”

Riceviamo e pubblichiamo.


Dopo la fatica per riuscire a revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini (bocciatura della mozione della minoranza, tensione nella maggioranza, ore e ore per trovare una formula accettabile a tutti per arrivare ad una decisione così offerta), salta fuori che anche il generale Badoglio aveva ottenuto l’ambita cittadinanza poco tempo dopo quella di Mussolini.

Anche lui non può stare in compagnia con la cittadina Segre. Che si può fare? Ricominciare l’iter delle mozioni della minoranza, delle tensioni nella maggioranza, ecc. ecc.?
In questo momento difficile per tutti possiamo ancora permetterci di passare tutto il tempo a mettere in discussione decisioni che appartengono a momenti storici particolari e per fortuna ormai passati?
E se poi spunta fuori un altro fascista conclamato cittadino più o meno onorario?

E’ chiaro che a provocare tutto questo scompiglio nel tran tran astigiano è stata la decisione di dare la cittadinanza onoraria alla Segre. Decisione che ha messo in crisi quel sano torpore che non ha dato fastidio a nessuno per decenni.

Prima che a qualcuno venga in mente di revocare la cittadinanza alla Segre, suggerisco di passare oltre e lasciare le cose come sono. Quegli atti appartengono, come tanti altri, al passato e sono testimonianza del clima che vigeva in quei tempi.

Si prenda l’occasione per raccontare ai giovani e anche agli adulti come si viveva durante il ventennio fascista, quali erano i margini di autonomia delle amministrazioni locali con i podestà di nomina governativa e la mancanza assoluta di democrazia. E si spieghi anche che l’aver dato la cittadinanza onoraria alla Segre è un segnale che i tempi sono cambiati e che le decisioni vengono prese da rappresentanti democraticamente eletti.

La storia è storia e tale deve rimanere.
Speriamo che almeno questo non crei tensione nella maggioranza!

Cesare Torta