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Uncem Piemonte: “Incredibili e gravi ritardi nei lavori della banda larga”

I ritardi del Piano nazionale Banda ultralarga sono gravissimi. E il digital divide continua a essere un’emergenza soprattutto per i Comuni montani, per il 54% del territorio del Paese. Uncem è mobilitata da almeno un anno e chiede al Governo un immediato intervento. Il problema non è solo del “Ministero della Transizione digitale”, ma è da affrontare con tutti i Ministeri e il Parlamento compatto. Perché i numeri del Piano Infratel-Open Fiber sono eloquenti e anche disastrosi.

I Comuni FTTH – nei quali la fibra deve arrivare a casa, ma in realtà arriva solo nei pozzetti sulla strada vicino a casa – collaudati sono 769 su 6.232 del Piano BUL, ossia solo il 12% dopo oltre 3 anni e mezzo. Rispetto al Piano BUL di aggiudicazione, sono stati eliminati 1milione e mezzo di unità immobiliari FTTH, con la fibra a casa, che ora invece arriva solo agli armadi stradali.

La fibra a casa, dunque FTTH, viene gradualmente sostituita con l’FWA, cioè con i pali per il segnale senza fili, wi.fi, andando peraltro in concorrenza con tutte quelle imprese private che negli ultimi dieci anni sono state protagoniste di questa tecnologia, non con fondi pubblici, ma con una scommessa vinta imprenditoriale; a oggi, l’FWA delle società private è la salvezza per 5000 Comuni montani italiani, per la DAD e per il telelavoro, visto che è l’unica fonte di connettività che assicura almeno 10 mega di velocità.

Altro dato che preoccupa non poco Uncem: Ad oggi, è stata aperta da Infratel-Open Fiber la commercializzazione di 1 milione di unità immobiliari con la ‘fibra ottica a casa’ e ben 860mila unità immobiliari FWA, senza fili, pari al 44%. Uncem ha sempre chiesto e sostenuto nei Cobul che la fibra avrebbe dovuto raggiungere oltre il 90% delle unità immobiliari del Paese, quale nuova rete strategica che arriva ovunque. L’FWA realizzato con risorse pubbliche sarebbe dovuto essere un “supplente” nelle situazioni più complicate, mentre invece ora sta diventando la regola, penalizzando proprio i territori montani più complessi e andando in una concorrenza anomala con imprese private strategiche finora sui territori.

“Sono molto preoccupato – afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – perché questi numeri non lasciano tranquilli i Sindaci e le loro comunità. Sono gravi e pericolosi. E dimostrano che avevamo ragione, negli ultimi mesi, a chiedere che la vittoria sul digital divide sia un punto centrale del Piano nazionale Ripresa e Resilienza per il Next Generation EU. Il Governo risolva l’emergenza connettività, che l’emergenza sanitaria è fatto esplodere”.