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Nursing Up a Regione e Governo: “Comprendere gli infermieri tra le categorie che possono mandare i figli in classe in presenza”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie.


Con il ritorno alla didattica a distanza di una grandissima parte degli studenti sul territorio piemontese si crea un enorme problema per chi, come noi infermieri e professionisti della sanità, è impegnato ogni giorno in turni massacranti a vincere una battaglia contro il virus giocata in corsia e nelle vaccinazioni.
Si moltiplicano, in queste ore, le segnalazioni che ci giungono di genitori infermieri e professionisti sanitari che si trovano nell’impossibilità di gestire i figli a casa, soprattutto i più piccoli, con un lavoro come il nostro che è composto di turni lunghissimi e responsabilità verso i malati.
Eppure, chi decide non ha voluto pensare responsabilmente a noi, lavoratori essenziali nella lotta al virus, definiti “eroi” ma costantemente ignorati quando si tratta di difendere i nostri diritti, ancora una volta penalizzati e dimenticati in un caos normativo non più sopportabile.
Per molti di noi la didattica in presenza dei figli, per permettere ai genitori di lavorare, è una necessità inderogabile.

Il Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, chiede alla Regione e al Governo di mobilitarsi immediatamente affinché tutti gli infermieri e i professionisti sanitari piemontesi che ne abbiano necessità possano mandare i propri figli a scuola, in presenza, in quanto la nostra è evidentemente una categoria lavorativa essenziale nella lotta al virus.

Il Segretario regionale del Nursing Up Piemonte, Claudio Delli Carri, aggiunge: “È semplicemente assurdo che nessuno abbia pensato che se un infermiere o un professionista sanitario deve coprire i turni, in ospedale, o alle vaccinazioni, non possa anche stare a casa con i figli che hanno necessità di essere seguiti, soprattutto se più piccoli, nella didattica a distanza. Se dobbiamo stare a casa con i figli, venga chi ha deciso questa assurdità a fare vaccinazioni e a lavorare in corsia.
Da parte nostra sarebbe semplice metterci in ferie o in congedo per stare a casa con i figli piccoli. Oppure dobbiamo pensare che i colleghi debbano portare ai rispettivi datori di lavoro i propri figli per poter andare a espletare il proprio servizio? Per noi il concetto di responsabilità verso i malati, nella lotta a questo maledetto virus, ha un senso preciso che indica la strada del nostro lavoro. Per chi decide, invece, la responsabilità cos’è? Gli infermieri e i professionisti della sanità forse non sono l’unica categoria di servizi pubblici essenziali, ma sicuramente in questo momento sono, con i medici, la più importante. Che facciamo, quindi, mettiamo gli infermieri e i professionisti della sanità di fronte alla decisione di scegliere tra assistere i pazienti o abbandonare i figli a casa? La Regione e il Governo si assumano le loro responsabilità e intervengano subito aprendo alla didattica in presenza per i figli di tutti gli infermieri e i professionisti della sanità che ne abbiano necessità”.