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Confartigianato Asti: “Gli aiuti che le imprese riceveranno saranno in percentuale minima ed insufficiente”

"Migliorato il metodo ma gli 11 miliardi di euro stanziati non bastano. Servono ristori più adeguati come risorse, più inclusivi e più tempestivi"

Attendiamo la ormai imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Sostegni, ma il giudizio per l’ennesima volta non è positivo: gli aiuti che le imprese riceveranno sono irrisori più o meno il 5% delle perdite rilevate. Gli 11 miliardi stanziati non bastano. Servono ulteriori risorse. Ci domandiamo a distanza di un anno dall’inizio della PANDEMIA, come sia possibile non aver ancora compreso che si dove investire più sulle imprese che danno lavoro piuttosto che su redditi di cittadinanza e di emergenza, oltre a dirottare su questo capitolo di spesa, ad esempio, i quasi 5 miliardi di fondi impegnati per il cashback o la lotteria degli scontrini”.

“E’ sinceramente deprimente per non dire altro…continuare a sentir parlare di aiuti alle imprese, sbandierare sostanziose e più adeguate risorse da destinare agli imprenditori, riconoscere in ogni contesto le difficoltà ed i rischi per la ripresa o meglio per la stessa vita delle imprese ed in particolare per i settori più colpiti, dalla moda fino ad arrivare alla filiera del turismo e poi l’ennesimo risultato è QUESTOparla così la dirigenza della Confartigianato Asti sul DL Sostegni.

“ Certo bene che sia stata accettata la nostra richiesta di individuare i destinatari dei ristori non seguendo più la logica dei codici ATECO – continua Confartigianato Asti – così come l’esigenza di avere criteri semplici e realistici per calcolarne l’importo. Valutiamo positivamente anche l’indicazione di privilegiare i soggetti con ricavi annui minori, in particolare al di sotto dei 400.000 euro così come le ulteriori 28 settimane di Cassa Integrazione e la sospensione dei termini di versamento di cartelle esattoriali. Non entriamo nel merito del meccanismo previsto dal decreto, e ci rendiamo conto che individuare criteri e risorse sia un lavoro difficile ma sarebbe ora di cambiare completamente rotta. Perché invece di erogare aiuti, visto che sono scarsi e tardivi, non si inverte la rotta e non si azzera la burocrazia, non si straccia il Codice degli Appalti e non si defalcano tasse e balzelli finché occupazione e lavoro non tornano a crescere in misura accettabile? Almeno il debito sarebbe finalizzato ad una crescita vivace e sostanziosa”.

“Speriamo – prosegue Confartigianato Asti che almeno i tempi di erogazione siano rapidi come promesso e che le modalità operative con cui richiedere il sostegno siano chiare e messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate già dai prossimi giorni, ma soprattutto confidiamo che i nuovi prospettati sconfinamenti di bilancio che saranno richiesti dal Governo, siano finalmente rispettosi della dignità del lavoro di milioni di piccole e micro imprese”.