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Coldiretti Piemonte, vino: “Con lo stop dell’export serve un piano strategico per l’internazionalizzazione”

“Oltre 150 milioni di litri di vino in più rispetto allo scorso anno giacciono invenduti nelle cantine italiane per effetto della chiusura di ristoranti, bar ed enoteche in Italia e all’estero che ha fatto crollare i consumi fuori casa con gravi difficoltà per il settore vitivinicolo italiano in particolar modo quello legato ai vini a denominazioni di origine e indicazione geografica, a maggior valore aggiunto”.

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al calo delle esportazioni del 2,2% nel 2020 per un valore di 6,29 miliardi secondo Qualivita.

La conseguenza è la presenza in cantina al 31 gennaio 2021 di 6,9 miliardi di litri di vino secondo l’analisi Coldiretti sull’ultimo aggiornamento reso disponibile dal Ministero delle Politiche Agricole.

 “Coldiretti chiede al Governo di intervenire con almeno 150 milioni di euro attraverso aiuti nazionali vista la mancanza di disponibilità di risorse aggiuntive garantite per la situazione di emergenza da parte della Ue – fanno notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale –. Il vitivinicolo piemontese conta 14 mila imprese, 43 mila ettari di superficie vitata e vanta 42 Doc e 17 Docg: in gioco c’è il futuro del comparto e dell’export bloccato a causa della pandemia. Vanno aiutate le imprese a superare questo difficile momento e va preparata la ripresa con un piano straordinario di internazionalizzazione anche con la creazione di nuovi canali commerciali e una massiccia campagna di comunicazione superando l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse puntando, in primo luogo, ad una regia nazionale attraverso un’agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo, valorizzando il ruolo strategico dell’ICE e con il sostegno delle ambasciate. A livello nazionale, la nostra Organizzazione è impegnata, ormai dall’inizio dell’emergenza sanitaria, nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti, ma serve anche sostenere con investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con il vino che rappresenta un elemento di traino della nostra economia sui mercati mondiali”.