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Le Rubriche di ATNews - ATnewsKids

Astigiano, da dove arriva la nostra acqua?

Vi siete mai chiesti da dove arriva l’acqua che sgorga dai vostri rubinetti?

A spiegarlo di recente è stato il professor Vincenzo Gerbi in un interessante incontro online organizzato dal Cpia di Asti, dedicato proprio all’oro blu.
Nell’Astigiano il servizio idrico è regolato dall’ATO 5 Astigiano-Monferrato che è suddiviso in quattro diversi gestori che erogano l’acqua. Per la città di Asti c’è Asp (in verde nella mappa sottostante). A nord di Asti c’è il grande Acquedotto del Monferrato che serve ben 108 comuni (in giallo). Nella parte restante leggermente più piccoli ma tra loro equivalenti per dimensione ci sono: l’Acquedotto Valtiglione fino a Canelli (in azzurro) e l’Acquedotto della Piana che comprende i comuni della Piana di Villanova (in rosa).

acquedotti asti e provincia

L’acqua di questi acquedotti da quali fonti arriva?
L’acqua arriva dal sottosuolo. Per l’Acquedotto della Valtiglione e della Piana e per Asti il 90% dell’acqua viene dal territorio del comune di Cantarana, dove ci sono ben 27 pozzi che tutti messi insieme erogano una quantità di acqua pari a 600 litri al secondo.
I comuni che rientrano nella gestione dell’Acquedotto del Monferrato pescano acqua poco oltre il confine dell’Astigiano, in provincia di Vercelli nel comune di Saluggia dove c’è un campo sorgentifero importante che si chiama Cascina Giarrea che serve un’enorme quantità di territorio ed è molto ricco di acqua.

Un’opera di salvataggio contro la crisi idrica dei mesi estivi
Cascina Giarrea è così importante che negli anni passati è stata realizzata un’importante opera di salvataggio idrico, come racconta il professor Gerbi. Tra il 2008 e il 2012 è stata infatti realizzata un’interconnessione, cioè una tubazione per portare acqua dal Monferrato verso Asti e verso la Valtiglione per poter sgravare il campo sorgentifero di Cantarana che non ce la faceva più: si era infatti arrivati a prelevare più dell’acqua che si ricaricava. In questo modo le falde acquifere si abbassavano di sette metri all’anno e venivano depauperate eccessivamente.
E’ stata un’operazione ardita, complicata e costosa, una specie di governo di emergenza che ha risolto un problema di crisi idrica (nel periodo estivo infatti molti comuni soffrivano della mancanza di acqua che veniva portata con delle cisterne) in modo sostenibile: se si fosse continuato a prelevare eccessivamente la sorgente di Cantarana avrebbe rischiato di esaurirsi .

Se volete saperne di più sull’acqua e sulla sua gestione vi consigliamo di visionare la registrazione dell’incontro del Cpia Asti con ospite il professor Gerbi, cliccando QUI .