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Accattonaggio ad Asti: “Dai supermercati un grido d’allarme ignorato dalle istituzioni locali”

“Accattonaggio davanti ai supermercati e ai negozi: un fenomeno in crescita e particolarmente fastidioso soprattutto per persone anziane e per le mamme con bambini piccoli”.

Così lo definisce Angela Quaglia, consigliera di minoranza per CambiAmo Asti, che entra nel merito della questione evidenziando come gli appelli per riportare sicurezza e serenità alla clientela provenienti dal personale del Centro commerciale Il Borgo siano stati ignorati dalle istituzioni locali.

“Secondo gli assessori Bona e Cotto – scrive Quaglia in una lettera inviata alla Redazione – la Polizia municipale interviene quando riceve segnalazioni e la situazione ad Asti oggi è sotto controllo. Ma mi sono informata e da quanto mi è stato riferito al Borgo la dirigenza del Centro, per fronteggiare la situazione, ha assunto, fino a fine febbraio, una guardia giurata in più che prestava servizio nel parcheggio ma di polizia municipale emmeno l’ombra”.

Un’altra questione che affronta Quaglia è quella delle persone indigenti che chiedono l’elemosina.

“L’assessore alle politiche sociali anziché rispondere nel merito del problema, cioè l’accattonaggio molesto davanti ai supermercati, annuncia che nell’ultimo periodo è stata intrapresa un’iniziativa con un vigile urbano e un assistente sociale che, in strada, vanno a esaminare chi chiede l’elemosina con cartelli ingannevoli. E’ un’altra questione! Un conto sono coloro che, magari seduti su un marciapiede, chiedono l’elemosina; altro sono le persone che accompagnano ai carrelli chiedendo con insistenza e a volte strattonando i clienti per avere l’euro del carrello. Certamente il Comune non può mandare in pianta stabile il proprio personale davanti ai supermercati ma le persone che praticano l’accattonaggio sono sempre le stesse: dovrebbero essere note agli uffici comunali. Non sarebbe più semplice contattarli direttamente? Viene anche fornito un numero di telefono del Comune: ma davvero pensiamo che il sabato e la domenica qualcuno chiami e qualcuno dall’altro capo risponda? C’è molto da fare, seriamente, ma bisogna smetterla con gli annunci”. conclude Quaglia