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Intervento sul parco del Castello Reale di Govone, la minoranza: “Urgente rendere pubblico un progetto organico”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del gruppo di minoranza “Govone il Paese dei sogni possibili”


Abbiamo preso atto della comunicazione ufficiale, avvenuta tramite Facebook, circa i “lavori di potatura e abbattimento” di alberi del parco del Castello Reale di Govone.

La messa in sicurezza appare ovviamente una valida ragione, anche perché i cambiamenti atmosferici – forti venti e piogge torrenziali che si verificano ormai di frequente – compromettono tutto il complesso del verde pubblico di Govone. Ma tale principio non giustifica un cospicuo abbattimento di alberi com’è avvenuto negli ultimi anni, senza un’adeguata piantumazione sostitutiva ed è oltremodo squallido e triste lo spettacolo dei numerosi tronchi monchi, tagliati a metà e lasciati a marcire.

Riteniamo fondamentale sottolineare come il taglio di alberi secolari sia quantomeno controindicato per un parco storico qual è il nostro: se spariscono le piante centenarie, di storico non resta nulla! Per questo preoccupa il fatto di venire a sapere che “[…] gli alberi del parco sono circa 800 [e] perché il parco possa godere di buona salute questo dovrebbe avere circa la metà di alberi”. Per ovviare a tale previsto “diradamento” forzoso, non sarebbe più opportuna un’attenta e continua manutenzione e cura delle piante malate o “vecchie”, cosa che non è stata fatta in questi ultimi anni?

Un’adeguata potatura non potrebbe forse evitare che il vento forte che agisce da leva sulle chiome molto alte ne sradichi le radici?

Il parco storico del Castello è un parco naturale, che ha avuto interventi da parte dei nobili proprietari che si sono succeduti nel tempo, ma le piante originali sono la maggioranza. Negli ultimi anni è stato ripulito fra il ’75 e il ’78 per intervento dell’allora sindaco Franco Minasso. L’opera fu eseguita da volontari govonesi ed ebbe anche un impatto migliorativo perché vennero alla luce scarichi abusivi di immondizia e macerie, in parte rimossi. Si è poi passati dalla boscaglia fitta, quasi impenetrabile, fatta di arbusti e radici che contenevano l’impatto dei danni provocati da temporali e piogge consistenti, a un sottobosco quasi inesistente.

Verso la fine degli anni ’90 sono stati potati tutti gli alberi della spianata tigli e tutti i platani del viale secondo un progetto che avrebbe dovuto continuare su altre aree, ma che purtroppo non ha avuto seguito. Così, invece di favorire la ricrescita delle piante – che dovrebbe essere sempre curata – si è preferito passare a un radicale taglio a zero di ogni cosa che spunta dal terreno. Il risultato raggiunto è stato quello di ottenere frane e smottamenti che prima non c’erano e di vedere, quindi, cadere alberi che, già con poca radice, data la natura scoscesa del terreno e la mancanza di appoggio naturale intorno, non si potevano più sostenere da soli.

Riteniamo pertanto che sia indispensabile e urgente predisporre e rendere pubblico un progetto organico e dettagliato di intervento per aree, scandito con tempi precisi, elaborato da un team di esperti di parchi storici, in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università di Torino e sotto la diretta supervisione della Soprintendenza ai Beni ambientali.

Occorre rimarcare che il parco fa parte del complesso monumentale del Castello Reale, riconosciuto dall’Unesco quale patrimonio dell’umanità.