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Europa Verde Asti: “Agricoltori armati? Ci auguriamo che il buon senso ed il rispetto per la natura possano prevalere”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Europa Verde Asti


La sentenza della Corte costituzionale attribuisce la facoltà agli agricoltori di imbracciare un fucile e sparare agli ungulati la cui presenza nei campi mette a rischio il raccolto.

Avremmo potuto esultare insieme a Coldiretti se anziché autorizzare gli agricoltori a sparare, la Corte costituzionale avesse dato la possibilità agli agricoltori di ricevere non solo l’indennizzo dalla Regione (come avviene attualmente), ma una cospicua somma per l’acquisto di tecnologie con tecniche non violente, sicuramente più incisive nella difesa del raccolto, secondo quanto suggerisce I.S.P.R.A. (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nella pubblicazione “Linee guida per la gestione del cinghiale” in cui metodi di diversa natura (olfattiva, acustica, meccanica, elettrica) vengono spiegati agli agricoltori.

Sono sistemi di controllo specie che non comportano uso di armi:
-Metodo olfattivo: con questo metodo vengono utilizzati dei repellenti chimici che agiscono sul sistema olfattivo e gustativo del cinghiale.
-Metodo acustico: la prevenzione di tipo acustico ha lo scopo di creare una situazione di insicurezza per gli animali e viene realizzata con differenti modalità, detonazione a salve, apparecchi radio a frequenza programmabile o registrazioni che emanano suoni emessi normalmente dai cinghiali in situazioni di estremo pericolo.
-Recinzioni meccaniche ed elettriche: le recinzione elettriche alimentate con batteria si sono dimostrate le migliori nel rapporto costi e benefici.

Consigliamo vivamente agli agricoltori di non salire a bordo del proprio trattore con un fucile a spalle ma di prevenire i danni con semplici sistemi capaci di salvare il raccolto senza alcun spargimento di sangue.

Il Presidente della Provincia Lanfranco, anziché criticare l’operato delle ATC – ed in particolare del presidente Murgia – farebbe bene ad accoglierne i suggerimenti che potrebbero venire da un estratto del nostro comunicato stampa pubblicato in data 21 ottobre 2020: non possiamo che fare un plauso al presidente dell’ATC di Asti, Murgia che, rispondendo al presidente della Provincia Lanfranco e al consigliere Massaglia, ha avuto finalmente il coraggio di ribellarsi alle accuse che gli sono state lanciate dagli esponenti provinciali e dire le cose che noi Verdi affermiamo da anni: “Non capisco perché la Regione Piemonte non intraprenda seriamente la sperimentazione con la sterilizzazione dei selvatici così come sta accadendo in altre nazioni.

Nessuno fa investimenti in questa direzione. Si pensa solo a sparare, ma la proporzione fra la velocità di riproduzione e quella degli abbattimenti sarà̀ sempre, nei numeri, a favore degli animali” Gli etologi, infatti, confermano che nel branco di cinghiali composto da diverse femmine, nelle condizioni di vita normale soltanto una di esse sarà̀ ingravidata (la scrofa Alfa), ma se questa viene uccisa tutte le altre femmine diventeranno scrofa alfa.

Ci auguriamo vivamente che il buon senso ed il rispetto per l’ambiente e la natura possano prevalere. L’appello è agli agricoltori, sicuramente capaci di affrontare difficoltà e problemi con la saggezza di buoni padri di famiglia, come tali rispettosi della vita degli uomini e di ogni altro essere viventi.

Giuseppe Sammatrice – Patrizia Montafia
Coportavoce della federazione provinciale di Asti dei Verdi-Europa Verde