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Casa di Riposo di Rocchetta Tanaro, i lavoratori: “Per noi è un’agonia. Non sappiamo come andrà a finire”

La risoluzione della difficile situazione della Casa di Riposo di Rocchetta Tanaro sembra ancora lontana e la preoccupazione tra dipendenti e parenti degli ospiti continua ad aumentare.

L’alternativa per uscire dall’impasse presente (la ditta Sereni Orizzonti aveva annunciato la cessazione del servizio al 31 gennaio, per poi proporgarla di 15 giorni, mentre il bando indetto dal Comune per la nuova gestione ha scadenza il 23 febbraio) è nelle mani dell’Amministrazione.

“Tre giorni fa il sindaco [Massimo Fungo N.d.R] avrebbe dovuto comunicarci le decisioni dell’Amministrazione, ma ad oggi nessuno sa niente. E la nostra agonia aumenta – dichiarano gli 11 dipendenti che si alternano ormai da giorni insieme ai rappresentanti sindacali Cgil e Uil nel presidio davanti all’ingresso della struttura – Non sappiamo niente. Nessuno ci dà risposte. Non ci fidiamo più”. “Cosa ci attende? – si chiedono i lavoratori, residenti per la maggior parte a Rocchetta, dietro ai quali ci sono famiglie, figli, mutui da pagare – Quelli di noi che hanno contratti a termine resteranno tutti a casa. Gli altri difficilmente saranno inseriti in altre strutture ed entreranno in Cassa Integrazione”

La maggiore preoccupazione risiede nel lasso di tempo che passerà dalla fine del servizio da parte della ditta attuale Sereni Orizzonti, il prossimo 15 febbraio, e l’ingresso della nuova ditta, conseguente all’aggiudicazione della gara d’appalto (la scadenza per presentare le offerte è il 23 febbraio). Cosa succederà in quei giorni ai lavoratori e ai 20 ospiti? I contratti dei dipendenti, tra cui ci sono anche infermiere, medico, cuoco, saranno nuovamente prorogati? E da chi? E gli ospiti saranno trasportati in un’altra struttura per poi tornare a Rocchetta, una volta che la situazione si sarà sbloccata?

Tra i dipendenti aleggia solamente incertezza mentre le voci si rincorrono. “Siamo venuti a conoscenza che si è fatta avanti una cooperativa che vorrebbe subentrare a Sereni Orizzonti. E’ stata presa in considerazione? Poteva essere una soluzione-ponte in attesa dell’aggiudicazione della gara. Il sindaco ci dice di stare tranquilli, ma come facciamo? E se la gara andasse deserta?”

Questo è un altro timore. Nel disciplinare di gara si richiede alla ditta subentrante (a cui la concessione durerà quarant’anni) la realizzazione dei lavori di adeguamento, manutenzione straordinaria (rifacimento tetto, sostituzione persiane, costruzione di un bagno assistito al piano terra…) ed ampliamento del plesso. Base d’asta: € 102.537.260,00.

La nuova concessione prevede anche l’aumento dei posti letto per complessive 85 unità di cui 40 per persone non autosufficienti (RSA). Ad oggi i posti letto sono 45 e nell’ultimo anno meno della metà è stata occupata. La percentuale di occupazione della struttura nel corso del 2019 è stata mediamente superiore al 80% dei posti letto disponibili, ma nel corso del 2020 la situazione è mutata:  a causa del blocco dei nuovi ingressi causato dall’emergenza sanitaria ed il conseguente mancato turn over fisiologico che è perdurato per tutto l’anno, la percentuale di occupazione della struttura al 31 dicembre scorso è gradualmente scesa fino al 48%.

“Secondo il Comune è un bando appetibile, ma a noi sembra molto pretenzioso e temiamo che nessuna ditta sia disponibile ad accettare tutte le clausole. In caso di gara deserta che fine faremo?”.