Quantcast

Asti, in Prefettura celebrato il Giorno del Ricordo

Nella mattinata odierna si è tenuta, presso il Palazzo del Governo di Asti, la cerimonia istituzionale, organizzata dalla Prefettura in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale, in occasione del “Giorno del Ricordo”, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.

Alla manifestazione, che si è svolta in modalità videoconferenza in ragione delle vigenti restrizioni connesse all’emergenza sanitaria, hanno partecipato il Sindaco di Asti Maurizio Rasero con l’Assessore alla Cultura Gianfranco Imerito, il Presidente della Provincia Paolo Lanfranco, il Vescovo della Diocesi di Asti Marco Prastaro, Paolo Rampini in rappresentanza del Presidente del Tribunale di Asti, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Asti, Alberto Perduca, il Questore, Sebastiano Salvo, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Pierantonio Breda, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Fabio Canziani, il Comandante dei Vigili del Fuoco Ferdinando Franco, Francesca Bosia in rappresentanza della Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Ambito Asti-Alessandria, nonché una rappresentanza della Consulta provinciale degli studenti.

Nell’introdurre l’evento, il Prefetto Terribile ha sottolineato l’importanza di coltivare la conoscenza delle vicende della nostra storia più recente e, rivolgendosi agli studenti, ha evidenziato come l’approfondimento dei fatti storici costituisca un indispensabile strumento per sconfiggere l’indifferenza e per riaffermare i valori costituzionali della democrazia, della libertà e del rispetto delle persone.

Asti, in Prefettura si celebrato il Giorno del Ricordo

La cerimonia è proseguita con gli interventi del Dr. Mario Renosio, Direttore dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Asti, che ha fornito un inquadramento della tematica illustrandone il contesto geopolitico di riferimento, e del prof. Enrico Cico, docente del liceo Classico Vittorio Alfieri di Asti, che ha sviluppato una riflessione sull’esodo istriano-dalmata e sulle foibe come espressione della violenza politica del XX° secolo.

A seguire, è intervenuto l’On. Roberto Menia, socio dell’Unione degli istriani e promotore dell’iter parlamentare che ha condotto all’approvazione della legge n. 92 del 2004, con la quale la Repubblica italiana ha riconosciuto il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo”. L’On. Menia, in collegamento da Basovizza, ha richiamato l’attenzione dei presenti sul profondo significato della giornata, evidenziando il pluriennale impegno profuso al fine di assicurare che ad una pagina tragica e troppo spesso dimenticata della nostra storia comune, fosse garantita una condivisa commemorazione, onde affidarne il Ricordo e l’insegnamento alle future generazioni.

Asti, in Prefettura si celebrato il Giorno del Ricordo

Particolarmente consapevoli ed apprezzabili sono state le riflessioni e le letture proposte dagli alunni degli Istituti Superiori di Asti e provincia: Sara Manzoni della classe 5C del Liceo classico “Vittorio Alfieri” ha interpretato una lettura tratta da “La foiba grande” di Carlo Sgorlon; il prof. Luigi Girasole e le studentesse Sara Colelli e Anna Senacheribbe della classe 5LC del Liceo “Augusto Monti” hanno proposto una riflessione e la lettura della poesia “Le foibe di Trieste” di Manlio Visintini e di un passo tratto da “Dentro l’Istria” di Guido Miglia; infine, Leonardo Scaglione e Matilde Bona dell’Istituto “Nostra Signora delle Grazie” di Nizza Monferrato hanno illustrato un pensiero sulle tragiche vicende del confine orientale attraverso la lettura della poesia “Il giorno del Ricordo” di Ermanno Eandi.

Asti, in Prefettura si celebrato il Giorno del Ricordo

Al termine della cerimonia, il Prefetto, nel ringraziare tutti i partecipanti all’evento, ha espresso l’auspicio che la giornata di oggi e la commemorazione degli italiani che hanno trovato nelle foibe una tragica fine, così come quello delle centinaia di migliaia di altri costretti a lasciare per sempre la loro terra e le loro case, contribuiscano a rafforzare la coesione e l’unità nazionale.