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All’IIS Alfieri di Asti un ricco periodo di incontri per riflettere, tra Progetto Legalità e Giornata della Memoria

Intenso periodo di incontri formativi e celebrativi per l’ISS V. Alfieri di Asti.

Lo scorso 27 gennaio 2020, in occasione della “Giornata della memoria”, l’istituto scolastico guidato dalla Dirigente Stella Perrone ha organizzato una mattinata ricca di incontri significativi per gli studenti e sono già in programma altri eventi di particolare rilievo culturale e formativo.
“I nostri studenti affiancano costantemente alle lezioni curricolari attività integrative – spiega Perrone – che li vede a confronto con esperti, occasioni per riflettere su tematiche di cittadinanza attiva, per sviluppare il senso critico, per meglio comprendere quanto affrontato nel corso di studi, per recuperare valori ed emozioni. Tra gli eventi del 27 gennaio vogliamo metterne due in evidenza: l’incontro con l’Arma dei Carabinieri nell’ambito del Progetto Legalità e una lectio del Prof. Giovanni Tesio, profondo studioso della Shoah e dell’opera di Primo Levi.”

Le classi 3G del liceo artistico, 4C dell’Istituto Sella e 5C del liceo classico hanno incontrato in Gsuite meet il Capitano Mario Barisonzi, Comandante della Compagnia di Asti. “La chiarezza, l’entusiasmo e la competenza con cui il Capitano ha condotto l’incontro – afferma la prof.ssa Elisabetta De Leonardis – ha coinvolto gli allievi e i docenti, che hanno potuto comprendere esempi di legalità e illegalità senza filtri, ma direttamente sul campo. Il Capitano, infatti, partendo dall’analisi dell’etimologia delle parole è arrivato ad illustrare casi pratici parlando di sanzioni, pene, libertà personale, potestà genitoriale, arricchendo così gli allievi/cittadini e fornendo alla scuola una bella lezione di Educazione civica.”

Per il secondo incontro, la lectio del prof. Giovanni Tesio, il prof. Enrico Cico, tra i docenti promotori dell’iniziativa, ha scritto nel blog del liceo classico un report particolarmente significativo.
Il Giorno della Memoria, il 27 gennaio, che da venti anni ricorda il momento in cui, nel 1945, un drappello di soldati dell’Armata Rossa arrivò dinanzi ad uno dei tanti cancelli della città
concentrazionaria di Auschwitz, è un momento di grande intensità, tale da spingersi ben oltre ad uno sterile (inutile e certamente dannoso) celebrazionismo. Agli studenti del triennio del Liceo Classico “Vittorio Alfieri” di Asti è stata proposta una lectio del Prof. Giovanni Tesio, profondo studioso della Shoah e dell’opera di Primo Levi, che conobbe di persona e con cui ebbe modo di confrontarsi sui temi fondamentali della testimonianza e del dovere della memoria. Questo è infatti il nucleo della riflessione sviluppata dal Prof. Tesio nel suo ultimo libro, Nel buco nero di Auschwitz (Interlinea 2021), una antologia assai ricca e dettagliata di scrittori sul tema dell’Olocausto, opera che fa seguito a Nell’abisso del lager (Interlinea 2020), collazione in questo caso di testi poetici sull’argomento.

incontri iis alfieri

Tesio ha spiegato che il legame tra Shoah e letteratura, in qualsiasi forma essa si esprima è alimentato dal dovere etico, un vero imperativo categorico, di dare testimonianza sia ai sommersi sia ai salvati, secondo la celebre definizione di Primo Levi, di dare voce a chi non la ebbe più, perché annientato dalla violenza del lager. “Vale la pena ricordare, come del resto sottolinea lo stesso Tesio, – spiegano dall’IIS Alfieri – le parole assolute con cui Levi inizia Se questo è un uomo, l’intensissimo shemà con cui si apre l’esplorazione dell’abisso del lager: Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole: scolpitele nel vostro cuore, ripetetele ai vostri figli… Una climax (meditate, scolpitele, ripetetele) che pone in rilievo la centralità della parola scritta, anzi, scolpita, una parola a cui si assegna il dovere si esprimere l’indicibile, di impedire che il buio del lager riesca a cancellare ogni traccia, ogni memoria, ogni segno di chi in esso ha perso tutto, prima l’identità (il nome sostituito da numero), poi l’anima (la metafora del buio è quanto mai pregnante, come bene indicato da un altro testo fondamentale, La notte, di Elie Wiesel), quindi la vita, nelle camere a gas, nella morsa della fame inimmaginabile, delle torture, delle violenze proprie dell’abisso del lager.

Nel campo di concentramento e di sterminio la parola scritta era vietata, quella parlata era urlata, in ogni caso privata di valore comunicativo con il fine di creare nella babele di lingue, idiomi e dialetti una sempre maggiore perdita di coscienza ed autocoscienza. Tesio ha proposto una profonda, intensa e commossa riflessione proprio a partire dal coraggio di chi nel campo di lavoro e di sterminio ha avuto la forza ed il coraggio, immensi, di scrivere, infrangendo divieti assoluti (basti pensare alle testimonianze sotterrate dagli uomini dei Sondercommando prima di essere eliminati o ai disegni degli internati di Terezin, ritrovati nascosti, anche molti anni dopo la fine della guerra, perché diventassero un atto di accusa della violenza genocida del nazismo), per arrivare a chi, anche a distanza di tempo, ha voluto scrivere del lager, partendo dalla propria esperienza o da quella dei superstiti, a cui è dovere dare voce. In questo modo sappiamo di Hurbinek, commovente figura di un figlio del lager ne La tregua, sappiamo dell’Ulisse dantesco che riesce a diventare un mezzo, che attraverso la memoria riesce a collegare al mondo al di là del filo spinato attraversato dalla corrente, oppure possiamo immaginare la vertigine e lo smarrimento di Levi nel vedere il libro (oggetto del tutto estraneo al lager, una vera anomalia) di chimica, sul quale lui stesso aveva studiato in anni, che apparivano remoti, di un’altra esistenza…”

“E’ stata una lezione che ha coinvolto in piattaforma di istituto Gotomeeting circa duecento alunni della scuola in presenza e a distanza – conclude Stella Perrone – a cui è stata offerta certamente una ricca serie di spunti per ragionare e riflettere sul valore, oggi assai smarrito nel solipsismo di questi aspri tempi, della parola come veicolo di condivisione, comunicazione e compassione (nel senso etimologico del verbo latino, patire con). E’ una parola, che nel buco nero di Auschwitz, proprio in quel mondo senza luce, ritrova la sua intrinseca intensità e luminosità, e riesce a recuperare la forza dirompente del logos, sintesi di parola e pensiero. In una fase storica in cui sovente gli uomini preferiscono la tenebra alla luce, secondo la potente metafora giovannea, le parole illuminate, illuminanti e generose della letteratura e della poesia assumono un valore salvifico di estrema importanza. Grazie, Prof. Tesio, per la Sua lezione, anche sotto questa prospettiva!”

Ma gli incontri non finiscono qui. Giovedì 18 febbraio (on line dalle 15 alle 17) si tornerà ad esplorare con gli studenti di ultimo e penultimo anno del Liceo Classico il mondo della Shoah nell’incontro con il Prof. Frediano Sessi, a partire dal suo ultimo lavoro, Auschwitz. Storia e memoria (Marsilio Editore, 2020), evento inserito nel ricco Palinsesto delle proposte culturali dell’Alfieri.
In occasione del Giorno del Ricordo, venerdì 12 febbraio 2021, dalle ore 10 alle ore 11.00, i docenti Enrico Cico, Roberto Gatti e Maria Rosa Poggio hanno organizzato una conferenza on line sul tema delle foibe e del confine orientale dell’Italia al termine del Secondo conflitto mondiale, avendo avuto la disponibilità del Prof. Gianni Oliva, giornalista, pubblicista e storico. L’incontro sarà destinato alle classi di ultimo e penultimo anno del Liceo classico.