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Soli davanti ad uno smartphone, “più in pericolo di quanto lo saremmo in mezzo alla strada”

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L’educazione alla consapevolezza dei rischi che si corrono nell’utilizzo dei social è sempre più importante, come dimostrato dai recenti fatti di cronaca.

Un tema che con il nostro progetto Atnewskids, in collaborazione con la scuola media Parini di Asti, abbiamo deciso di trattare dando la parola proprio ai ragazzi per capire il loro punto di vista e le loro richieste di “attenzione”.
Per le vacanze di Natale agli studenti della Parini è stato assegnato il compito di fare un elaborato/articolo sul tema “Giochi online e mode social: pregi e pericoli della vita in rete”.
“Si tratta di elaborati svolti dalle classi prime dove il tema è stato trattato con maggiore attenzione e approfondimento, vista la delicatezza insita in questa fase di passaggio dall’infanzia alla preadolescenza” spiegano dalla Parini.

Di seguito il primo dei due lavori scelti dai professori della Parini.

“Giochi online e mode social: pregi e pericoli della vita in rete”.

Io gioco molto online con i miei amici e compagni di scuola ed utilizzo parecchio i social network tra cui instagram, tik tok, whatsapp.
Soprattutto nei giorni di isolamento forzato: era un modo per restare in contatto con coetanei e parenti e, a volte, come tanti, ne ho abusato anche per noia.
Il mondo dei social non è solo dei giovani, ma anche degli adulti; non è popolato soltanto da amici, ma anche da nemici e da gente cattiva.
Spesso riceviamo raccomandazioni quando usciamo di casa: “ Non dare retta agli sconosciuti” dice la mamma. “Non camminare da solo in posti isolati” ripete il papà; nessuno però ci mette in guardia quando siamo distesi sul letto a chattare chissà con chi o seduti alla scrivania di fronte al computer.
Sì, siamo al sicuro nella nostra cameretta, ma solo fisicamente: in realtà siamo più in pericolo di quanto lo saremmo in mezzo alla strada.
Sui social network puoi essere chi vuoi, ma devi stare attento perchè le frasi scritte rimangono, così come foto e video: un piccolo errore e potresti macchiare per sempre la tua vita, perchè verrà condivisa da tante persone; la catena non verrà spezzata e saremo giudicati.
Quindi, seppur virtuale, è un universo fatto di individui con sentimenti che potremmo ferire con gesti e parole presi troppo alla leggera.
In agguato ogni giorno ci può essere anche il cyberbullismo: tramite internet o il cellulare si possono diffondere messaggi, immagini o filmati sgradevoli e le vittime possono vedere la loro reputazione danneggiata nella società.
Sovente ci capita di essere schiavi del nostro cellulare: appena sentiamo la suoneria, o una notifica, ci precipitiamo a controllare oltre ogni limite; succede pure a me purtroppo!
Noi ragazzi dovremmo essere più responsabili, con l’aiuto degli adulti.
Inoltre dovremmo recuperare il valore dello stare insieme fisicamente, dello scambiarsi idee di persona.
Dovremmo imparare ad esprimerci nella realtà che ci circonda, non vivere in un universo parallelo virtuale, affascinante, ma pericoloso come un campo minato.

Noemi R.
Scuola Media Parini – Asti

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