La metodologia Bimbisvegli protagonista del convegno dell’Università di Macerata “L’educazione è fuori”

“Questa mattina ho avuto il piacere di incontrare e ringraziare l’associazione Bimbisvegli e la scuola primaria di Serravalle appartenente al 5 Circolo di Asti e l’Università di Macerata per il bel progetto realizzato quest’estate, organizzando attività a contatto con la natura per le bambine e i bambini. Far uscire la scuola dalla scuola, come hanno proposto [i maestri dei bimbisvegli] è un approccio che condivido pienamente per le sue enormi potenzialità.

Un approccio che stimola le alunne e gli alunni al rispetto dell’ambiente circostante , permette loro di riappropriarsi degli spazi all’aperto, guarda alla natura come insieme di stimoli ed esperienze sensoriali. La scuola diventa così un luogo più flessibile, aperto, e le attività scolastiche rientrano integralmente nel percorso di sviluppo, di apprendimento e crescita. Maria Montessori definiva il bambino come “il più grande osservatore spontaneo della natura, il quale ha indubbiamente bisogno di avere materiale su cui agire”.
Questo vale a maggior ragione oggi, nel delicato contesto che ci troviamo a vivere, a causa della pandemia che ha imposto distanze, creando nuove vulnerabilità e lacune nel quotidiano.
Abbiamo il dovere di pensare e valorizzare nuove forme di didattica come questa [della metodologia Bimbisvegli n.d.r.] A tale scopo, al Ministero dell’Istruzione abbiamo avviato un ciclo di convegni dal titolo “ripensare l’educazione nel XXI secolo”, dove esponenti della comunità scolastica, pedagogisti e psicologi, contribuiscono a dare spazio ad una pedagogia nuova e a far uscire la scuola ancora più forte da questo particolare periodo storico che stiamo attraversando“. Con queste parole la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha aperto il convegno online “L’educazione è fuori” organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata lo scoro 20 gennaio per dare voce ai numerosi buoni motivi per far uscire la scuola fuori dalle mura scolastiche, per renderla aperta, diffusa e all’aperto, a cui si sono collegate oltre 200 persone, connesse tra piattaforma di streaming e diretta social su Facebook.

Il rettore Francesco Adorato ha sottolineato il legame tra Scuola e Università: “leggendo questo progetto, come rettore e segretario generale della Crui mi riconosco in almeno due considerazioni: i processi formativi come esperienze da vivere in presenza, superando la piattezza e la bidimensionalità dello schermo, e l’interdisciplinarietà insieme all’educazione alla cittadinanza”.
Prendendo spunto da un progetto condotto in collaborazione con l’Associazione Bimbisvegli, l’Ateneo ha studiato caratteristiche, risultati e metodi educativi adottati per comprendere la eventuale replicabilità in ambiente scolastico: uno studio su pratiche innovative ideato prima dello scoppio della pandemia. “La scuola – ha ribadito la ministra Azzolina – diventa così un luogo più flessibile, aperto e le attività extra-scolastiche rientrano integralmente nel percorso di sviluppo, di apprendimento e di crescita”. Al convegno sono intervenuti Anna Oliverio Ferraris, Giuseppe Paschetto, Gianni Marconato, Antonino Attanasio, Giampiero Monaca, Jose Mangione e Laura Parigi di Indire, con il coordinamento di Paola Nicolini, autrice della ricerca insieme a Evelyn Manoni.

Ma come si era svolto il “Green Campus dei Bimbisvegli”? E’ Giampiero Monaca a raccontarlo personalmente per ricordare i capisaldi della nuova forma di didattica adottata.
“L’esperienza del Green Campus tenutosi nel mese di luglio 2020, nasce dall’esigenza, degli insegnanti e delle famiglie della scuola primaria pubblica di Serravalle d’Asti di ricostruire relazioni sociali e cooperative e recuperare apprendimenti e competenze , resi meno saldi durante il periodo di lock down.
Nella Scuola di Serravalle d’Asti si pone in essere una pratica didattica esperienziale, cooperativa di scuola aperta, diffusa e all’aperto denominata “Bimbisvegli”
Viene riconosciuto il diritto ai bambini di apprendere secondo i canali specifici di apprendimento propri dell’età 6-11 anni, quali il gioco, la simulazione, l’empatia, l’errore, la
sensorialità.
I bambini vengono riconosciuti come giovani cittadini del mondo di oggi e sono incentivati a prendere parte alla vita sociale attiva, alla cittadinanza critica, all’impegno sociale e solidale.
L’apprendimento viene svolto sia in classe (in ambienti pensati come spazi educanti funzionali) che all’aperto, in contesto rurale e di bosco, o cittadino, (sfruttando ogni stimolo e ogni
occasione per una didattica esperienziale, occasionata e incidentale)

Il Campus estivo si è durato per l’intero mese di Luglio, organizzato sotto forma di “Centro estivo” organizzato dalla associazione Bimbisvegli, nata appositamente per poter rendere possibile
questa opportunità.
Tutte le attività, organizzate sotto forma di grandi giochi ambientati sui quattro macro argomenti storici (preistoria, antica Grecia, Gallo Celtici, Beduini) hanno coinvolto 56 bambini di età
compresa dai 5 ai 13 anni, 3 insegnanti, 4 volontari di Servizio Civile Nazionale 5 volontari dell’associazione ed ex alunni del progetto Bimbisvegli.
Le attività sono tutte state organizzate per inserire all’interno dei giochi, rinforzo e recupero in ogni disciplina scolastica, stimolandone l’uso integrato, andando a radicare competenze trasversali.

Così, ad esempio, vocaboli inglesi sono diventati il vocabolario essenziale dei preistorici, angoli lunghezze e proporzioni hanno reso possibile l’attività degli architetti greci, la scrittura e la narrazione hanno fatto sì che i Celti raccogliessero e difendessero la memoria della loro storia nelle “cronache galliche” difendendole dalla damnatio memoriae dei romani, l’orientamento su carte topografiche e l’astronomia hanno reso possibile per i beduini, popolo pacifico, l’abbandono del conflitto tra arabi e crociati: la guerra la vince chi non la fa.
Tutta l’attività del Green Campus, raccolta in una pubblicazione a cura dell’Università di Macerata, è anche risultata essere una “prova generale” per una riapertura delle attività didattiche con modalità sempre più di scuola diffusa, aperta, cooperativa e all’aperto.”