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Le Rubriche di ATNews - Il Tri-angolo di Mengozzi

Il Tri-angolo di Mengozzi: Musica e Astri

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Primo appuntamento del 2021 con la rubrica mensile che arricchisce le proposte per i lettori di Atnews.it.

MUSICA E ASTRI

Sin dai tempi più antichi, l’uomo ha rivolto il suo sguardo al cielo. Affascinato dal luccichio dei corpi celesti, incuriosito da quel Sole che nell’arco del giorno pareva spostarsi da un capo all’altro della volta celeste per poi occultarsi completamente al sopraggiungere della notte, l’uomo andava scoprendo sé stesso osservando ciò che lo sovrastava. Nel corso della storia i riferimenti e le fascinazioni cosmologiche hanno tanto ispirato i compositori da portarli a creare pagine memorabili come il “Clair de lune” introdotto da Claude Debussy nella sua “Suite bergamasque”.

Da Schumann a Schubert, da Gustav Holst autore de “I Pianeti”, sino ai moderni Maderna a Stockhausen l’interesse dei compositori per il cosmo, inteso sia dal punto di vista simbolico che mitologico, non si è mai sopito. Ma se da un lato il feeling tra compositori e astri è ben noto, forse lo è di meno il fatto che la scienza abbia voluto omaggiare un musicista: è il caso di Johannes Brahms cui è stato dedicato il “cratere Brahms”, una depressione dal diametro di circa 100 km presente su Mercurio. Inoltre porta il nome del grande compositore ungherese anche “1818 Brahms”, un asteroide scoperto nel 1939 dall’astronomo tedesco Karl Wilhelm Reinmuth.

Battezzare i corpi celesti con il nome di grandi musicisti mi pare un’ottima trovata: ci rammenta che l’arte può destare, come le stelle, la più alta meraviglia.

Fabio Mengozzi

“Il Tri-angolo di Mengozzi” prende spunto da un intervento sul nostro quotidiano del musicista astigiano di fama internazionale Fabio Mengozzi, compositore, pianista, direttore d’orchestra e docente di musica, in seguito ai fatti di Corinaldo (clicca QUI).

L’obiettivo della rubrica è quello, sempre nel massimo rispetto delle scelte musicali di tutti, di fornire con nozioni semplici un punto di vista alternativo da quello che offrono ogni giorno i media, di educare ed indirizzare i giovani alla musica profonda, spirituale, in modo da ampliare le possibilità di scelta nell’ascolto della musica.

 

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