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Cordoglio nell’Astigiano per la scomparsa di Giuseppe Fassino

Profondo cordoglio nell’Astigiano ha destato la scomparsa di Giuseppe Fassino.

A darne notizia è stato il figlio, con un lungo post sul suo profilo facebook in cui ripercorre tutte le esperienze vissute dal padre nel corso della sua vita e che di seguito riportiamo integralmente.

“Ieri sera mio papà – Giuseppe Fassino – ci ha lasciati. È mancato all’Ospedale di Carmagnola dopo alcune settimane di ricovero, a causa delle complicanze conseguenti all’infezione da Covid. Il funerale sarà celebrato venerdì 8 gennaio, alle ore 10, presso la chiesa parrocchiale di Moncucco.

Nato a Moncucco Torinese il 22 luglio 1948, si era diplomato perito agrario nel 1968 presso l’Istituto Agrario “Bonafus” di Torino per poi laurearsi in Scienze Agrarie presso l’Università del capoluogo piemontese nel 1973. Studente-lavoratore, trovò impiego presso la Federazione provinciale Coldiretti Torino, dove dal 1971 al 1976 è stato tecnico dei Centri Assistenza Tecnica Agricola e successivamente coordinatore provinciale e regionale della Coldiretti sino al 1985. Ha fatto parte del Comitato paritetico per i problemi sociali dei lavoratori agricoli della CEE, ai cui lavori a Bruxelles ha partecipato con continuità dal 1978 al 1990.
Ha svolto un’intensa attività giornalistica, a partire dalla metà degli anni Sessanta, collaborando con la «Gazzetta del Popolo», «La Stampa», «Piemonte Vivo», «Il Coltivatore Piemontese» e «L’Informatore Agrario».

Fu un viaggiatore instancabile, a partire dalla fine degli anni Sessanta, quando neodiplomato andò in Israele per vedere i kibbutz. Da lì in poi la sua vita è stata per mezzo secolo un susseguirsi ininterrotto di viaggi: Canada, Usa, Messico, Russia, Cina, Georgia, Armenia, Turchia, Egitto, Marocco, Tunisia, Argentina, sono solo alcune delle nazioni che ha visitato, alcune più e più volte. Conosceva l’Europa a menadito, sapeva sempre consigliare dove fermarsi, dove fare una deviazione, dove scoprire un’antica abbazia, dove visitare un piccolo ma interessante museo etnografico, dove gustare un piatto tipico, dove acquistare una buona bottiglia di vino. Che si trattasse della valle del Douro in Portogallo, delle colline della Baviera, delle grandi città del Nord Europa (aveva attraversato almeno venti volte la Danimarca e la Norvegia), i suoi consigli di viaggio erano sempre frutto dell’esperienza personale e ti spingevano verso itinerari non banali, poco battuti dal turismo di massa. Aveva visitato quasi tutti i paesi del blocco sovietico (Urss, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, …), sia negli anni del regime comunista che dopo la caduta del Muro di Berlino. Conosceva benissimo il Belgio, l’Olanda e il Lussemburgo, ma era soprattutto la Francia la destinazione privilegiata delle sue peregrinazioni europee: la Borgogna, la Savoia, la stessa Parigi erano per lui una seconda casa.

Trasformò questa sua passione per i viaggi e la conoscenza di altre culture in un’esperienza lavorativa, dapprima organizzando viaggi di istruzione per i Coltivatori Diretti, poi avviando nel 1992 l’Italian Wine Travels, un’agenzia di viaggi e tour operator specializzata nel turismo di gruppo a carattere vitivinicolo e enogastronomico.
Una fra le sue più importanti realizzazioni è stata sicuramente la Bottega del Vino di Moncucco Torinese – inaugurata nel 1981, la prima istituita in Piemonte – volta a valorizzare i vini dell’Alto Astigiano.

Assiduo, per molti anni, è stato il suo impegno politico, dapprima come consigliere comunale di Moncucco Torinese, poi come consigliere provinciale per la Provincia di Asti, eletto nel collegio di Castelnuovo don Bosco nel 1980 (riconfermato nel 1985 e nel 1990). Per un decennio, dal 1985 al 1995 ha fatto parte della Giunta Provinciale in qualità di Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, avviando numerose iniziative promozionali in Italia e all’estero a sostegno dell’economia astigiana ed in particolare del settore vitivinicolo.
Era membro dell’Accademia di Agricoltura di Torino e dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino di Conegliano: prestigiosi organismi di rilievo nazionale in cui era stato cooptato a riconoscimento del suo diuturno e instancabile impegno a favore dell’agricoltura, e in particolare della vitivinicoltura piemontese.”

Anche a Montechiaro piangono la scomparsa di Giuseppe Fassino, ricordato così da Ernestino Rebaudengo: “Giuseppe Fassino, era molto conosciuto a Montechiaro, in quanto negli anni 80 – 90 è stato assessore provinciale all’agricoltura, organizzando numerose iniziative promozionali a sostegno della nostra economia zootecnica, del mondo dei tartufi e vitivinicola. In paese partecipava alle premiazioni della fiera bovina, alla fiera del tartufo ed anche come presidente giuria in occasione del concorso buij e bagnet alla cena propiziatoria di Montechiaro al Palio di Asti.
Nella foto di repertorio allegata anni 80, gli assessori Giuseppe Fassino con Gianmarco Rebaudengo con l’allora Mons: Giovanni Laiolo, oggi cardinale, in attesa di un’udienza con il Papa Giovanni Paolo II per concordare gli ultimi dettagli per la visita al colle Don Bosco.
Le condoglianze alla famiglia della Montechiaro paliofila.”

fassino e mons. laiolo visita papa colle don bosco